La via francigena Niente ori né seta e nemmeno spezie:
ma fede, radici di cultura nei secoli
Le
strade che fino a Broni sono aperte, spalancate verso l'orizzonte
della pianura, improvvisamente si infilano in valli fiancheggiate
da dolci colline, che in qualunque stagione colpiscono per la
cura e l'attenzione con cui sono coltivate. I filari salgono,
lunghi e dritti, ci confermano che, quasi senza accorgercene,
siamo arrivati in Oltrepo, terra di grandi vini. La collina,
che dalla pianura padana anticipa l'Appennino, accoglie il viaggiatore
e lo circonda di campagna operosa e lavoratrice. Le cascine
tradiscono la vicinanza della pianura, ma il paesaggio cambia
sotto gli occhi mano a mano che proseguiamo verso sud.
Ci
lasciamo dietro le spalle la nebbia, cominciamo a salire lungo
i versanti, attraversiamo boschi lussureggianti di castagni
e querce. La via del sale che dall'Oltrepo scavalca l'Appennino
per raggiungere la Liguria ci fa da guida in un saliscendi naturale
che costeggia borghi e castelli che ricordano l'antichità
della zona. L'Oltrepo dà l'idea di essere sempre stato
coltivato a vite. Affermazione non del tutto falsa: infatti
dai celti prima, e poi dai romani, la zona ha mostrato sempre
un talento innato per il buon vino.
L'immenso
patrimonio vitivinicolo, dalla tradizione così antica,
suggerisce inequivocabilmente percorsi di gusto in collina:
agli ottimi vini che queste terre offrono - e non bisogna fidarsi
di chi accosta al nome dell'Oltrepo solo il bonarda - sono spesso
accompagnati da altri prodotti tipici della zona, come i salumi
- tra cui il salame di Varzi è forse quello più
conosciuto - i formaggi, ma anche miele, funghi e tartufi. L'ospitalità
di questa terra così fiorente ci suggerisce un viaggio
arricchito di vini di qualità, di buon vivere e di bei
luoghi: un turismo sano e buono, tutto da godere.