Il
parco del Ticino - La flora e la fauna fluviali
salvaguardate per il nostro benessere
Fiume,
sport e vita - Una e mille sfide, più o meno impari,
tra uomo e acqua, tra acqua e uomo
Naviglio
& Navigli - Quando il fiume è un canale, anzi un sistema idrico per la città
Quando
il fiume comanda - Convivere con la paura...
Storie secolari di odio e amore con
il grande vicino di casa
Voluto
con una proposta di legge di iniziativa popolare fin dal 1967,
il Parco è stato con legge regionale istituito nel
1974, perché riguarda le tre province di Milano, Varese,
Pavia, ha tra gli scopi istituzionali la tutela del fiume,
la salvaguardia del bacino fluviale, del patrimonio faunistico
e floristico, la regolamentazione delle attività agricole
e turistiche e la conservazione delle caratteristiche paesaggistiche.
Ogni elemento che costituisce l'ambiente del Parco del Ticino è un prezioso contributo alla sua naturale varietà, che nel corso dei secoli ha subito notevoli mutazioni soprattutto a causa dell'intervento umano.
Se, infatti, fino
alla conquista dei Romani, la Pianura Padana era una selva boscosa
estesa e uniforme, da quell'epoca in poi le piante millenarie
furono abbattute per lasciare spazio ad appezzamenti coltivati
e allo sfruttamento agricolo. Il Medioevo, o meglio il calo
demografico avvenuto durante quest'epoca, favorì una
nuova espansione delle foreste, rimaste inalterate per i secoli
a venire come riserve di caccia per i nobili della zona. I disboscamenti
che seguirono, in tempi più moderni, per l'introduzione
della cultura intensiva del pioppo, hanno comunque salvato discrete
estensioni di vegetazione forestale, oggi ambiente ideale di
specie che, qui, hanno trovato il loro habitat naturale.
Il Parco del Ticino è adatto ad esser visitato in molti
modi: offre diversi percorsi dove natura, storia e arte si intrecciano,
creando quella particolare atmosfera da godere in bicicletta,
a piedi, in canoa come a cavallo... Il rispetto del Parco e
dei suoi abitanti è forse l'unico limite alle visite.
Sono quasi ottocentomila le persone che ogni anno entrano nel
parco. E' quindi fondamentale che ognuno rispetti gli alberi,
la fauna, le acque e l'aria, non interferendo con il delicato
equilibrio degli ecosistemi del Parco, ricordando, per chi ne
avesse ancora bisogno, che si tratta di un raro e prezioso polmone
verde nel bel mezzo di una delle zone più densamente
popolate e industrializzate d'Italia.