Intervento di Giorgio Bellentani
“Pochi minuti per sottolineare con quanto piacere ho condiviso fin dall’inizio il progetto di Luciana Rota - per altro piacevolissima persona - di rivivere nel ricordo di Coppi, uomo, campione, mito una pagina di così grande intensità sportiva e umana.
E’ nel vedere quelle immagini di Liverani, improvvisamente, senza alcun preavviso, mi sono rivisto bimbo sulle strade di Porto Ceresio ad aspettare con mio padre il passaggio del “campione” e poi in una folata di vento carica di colori, di rumore, di fatica il passare dei corridori.
Che emozione per un bambino di sei anni quelle “Tre valli varesine”: non posso ricordarmi di averlo visto ma lui in quel gruppo c’era, come c’era ad ogni passaggio la voce di mio padre gridare “vai Coppi”.
E poi ricordo in televisione la voce di Bartali all’ultimo mondiale quando Coppi raggiungeva il traguardo: la memoria e il saluto del grande amico rivale che festeggiava, come se fosse anche lui in sella, lo sforzo di quell’Airone.
E infine lo sgomento, l’incredulità il grande dispiacere di mio padre, nell’apprendere la morte - inspiegabile per lui - di chi rappresentava una moderna divinità, un mito.
Ora, come la folata del gruppo tanti anni sono passati, e mio padre non è più con noi.
Ma riprovare quelle emozioni, aver riaperto quel cassetto fa sì che nel celebrare questo evento io possa rivivere, in prima persona, i momenti dolci e commoventi di quegli anni.
Grazie Luciana, grazie Liverani”
Giorgio Bellentani