Fare Festival
Pavia - Castello Visconteo - 3/15 giugno 2006

Mostre,
concerti, installazioni live: parte il Fare Festival. Giunto alla
settima edizione, con un programma trasversale a tutte le forme
artistiche, Fare Festival invade di musica e immagini la città
di Pavia, proprio nei luoghi più conosciuti e suggestivi,
per vivere l’inizio dell’estate in città. Non
mancano gli ospiti importanti e i grandi nomi della scena artistica
contemporanea. Ecco il programma e tutti gli appuntamenti, giorno
per giorno.
PROGRAMMA FARE FESTIVAL 2006
Sabato 3 Giugno
ART IS NOT A CRIME [Henry Chalfant]
[MOSTRA FOTOGRAFICA].
SCATTI [Alessandro “Zuek” Simonetti]
[MOSTRA FOTOGRAFICA]
[ORE 20:00] :: Castello Visconteo [Sala Sotterranea]
La mostra sarà visitabile dal 3 al 15 Giugno, durante le
serate dedicate ai concerti, dalle ore 18:00 alle 21:30.
Sabato e Domenica dalle ore 15:00 alle 21:30 - Ingresso libero
[ORE 21:00] :: Castello Visconteo
FENNESZ + PAN SONIC
Intero € 8,00 - Ridotto € 5,00
Domenica 4 Giugno
[ORE 21:00] :: Santa Maria Gualtieri
ROBERTO SIRONI
CONCERTO
Ingresso libero
IL MONDO DEGLI ALTRI [Roberto Sironi]
[MOSTRA DI PITTURA].
La mostra sarà visitabile dal 4 al 18 Giugno tutti i giorni
dalle, dalle ore 16:30 alle 19:30
Sabato e Domenica dalle 10:30 alle 12:30 e dalle 16:30 alle 19:30
Ingresso libero
Martedì 6 Giugno ___
[ORE 21:00] :: Spazio Musica [Via Faruffini, 5]
BIGGER THAN HIP HOP [U.Net]
__ [PRESENTAZIONE LIBRO].
AFTER PARTY with DJ Pagio
Ingresso libero
Mercoledì 7 Giugno
[ORE 21:00] :: Castello Visconteo
MONTEFIORI COCKTAIL + OFFLAGA DISCO PAX
Intero € 8,00 - Ridotto € 5,00
[ORE 24:00] :: Spazio Musica [Via Faruffini, 5]
AFTER PARTY with DJ Cosmic Patch
Ingresso libero
Giovedì 8 Giugno
[ORE 21:00] :: Spazio Musica [Via Faruffini, 5]
DINING ROOMS
Ingresso € 6,00 con consumazione
Venerdì 9 Giugno
[ORE 22:30] :: Spazio Musica [Via Faruffini, 5]
DISCO INFERNO: Storia del ballo in Italia 1946-2006 [Fabio De
Luca]
[PRESENTAZIONE LIBRO]
SCUOLA FURANO + DJ Cosmic Patch
Ingresso € 6,00 con consumazione
Sabato 10 Giugno
[Pavia/Senegal]
[ORE 19:00] :: Castello Visconteo
SENEGALCASAMANCE: Coniugaretradizioneesviluppo[Lucalocatelli]
[MOSTRA FOTOGRAFICA]
.
17 PERSO + MOM SEM BOPP
OTOLAB + ATLETICO DELFINA
.Ingresso libero
Domenica 11 Giugno
[Pavia/Senegal]
[ORE 18:00]
EFFETTI COLLATERALI + MADAME SADOWSKY
AFRICAN TRIBAL LAMP FALL + THE RUDE MOOD + JAH LOVE
Ingresso libero
Martedì 13 Giugno
[ORE 21:00] :: Spazio Musica [Via Faruffini,5]
NEWS FOR LULU
AFTER PARTY with DJ Superlove
Ingresso libero
Giovedì 15 Giugno
[ORE 21:00] :: Castello Visconteo
MORGAN
Intero € 15,00 - Ridotto € 12,00
PER INFORMAZIONI:
COMUNE DI PAVIA ‘Settore Cultura’
TEL. (+39) 0382 / 39.93.43
FAX. (+39) 0382 / 39.92.44
www.comune.pv.it
Società dell’Accademia
TEL. (+39) 0383 / 45.112
FAX. (+39) 0383 / 41.407
www.suoni.org
Produzione COMUNE DI PAVIA ‘Settore Cultura’
Con il contributo della Banca Regionale Europea
In collaborazione con:
Società dell’Accademia [Voghera]
Associazione Pavia/Senegal
Visual Concept , Design & Comunicazione: Plusstudio [Pavia]
- www.pluss.it
Direzione Artistica: PierPaolo Vigevani
SCHEDE ARTISTI
Christian Fennesz
Christian Fennesz è uno degli esponenti di rilievo della
ricerca elettronica minimale e “glitch”, creatore
di un mondo subito identificabile, in cui agisce tra campionamenti
sonori ed un uso originale della chitarra elettrica. Nella sua
musica convivono ricerca e sentimento in un approccio palpitante
all’elettronica in grado di creare suggestioni profonde
riutilizzando materiali preesistenti.
Fennesz è salito alla ribalta della scena elettronica austriaca
alla fine degli anni ’90, collaborando con l’etichetta
Mego e pubblicando dischi quali “Instrument” (1995),
“Hotel Parallel” (1997), “Endless Summer”.
Fennesz ha scritto musica per il cinema e vanta collaborazioni
con Jim O’Rourke, con Peter Rehberg [aka Pita], con il trombettista
Franz Hautzinger e con il collettivo Mimeo; inoltre, nel 2003,
Fennesz ha collaborato con David Sylvian per il suo cd “Blemish”.
A Fabbrica Europa Fennesz ha presentato i suoni e il video del
suo nuovo progetto “Venice” pubblicato su cd dall’etichetta
Touch nella primavera 2004. Al disco ha collaborato anche David
Sylvian e “Venice” conferma le doti di Fennesz la
sua capacità di definire uno scenario sonoro vivo e animato,
dopo un lungo lavoro di registrazioni effettuate a Venezia e rielaborate
in studio
Pan Sonic
Il duo finlandese formato nel 1994 da Ilpo Vaisanen e Mika Vainio,
si è affermato sulla scena techno sperimentale con un'inconfondibile
e radicale minimalismo, un sound che attribuisce nuovo senso alle
nostre percezioni. La ricerca d'avanguardia dei Pan Sonic li ha
condotti alla creazione di una sinergica corrente di suono ed
immagine che sembrano fondersi in un solo movimento, scuotendo
con irresistibile serenità. Una musica che coinvolge il
corpo, lo avvolge e colpisce dolcemente, ne amplifica suoni cardiaci
e sensazioni, per poi affacciarsi quasi sul caos primordiale che
ci ha generato.
Non si chiamavano Panasonic e nemmeno Pan Sonic e se il loro marchio
rispondeva al nome di Ultra 3 o Sin Ø poco importa, lo
scopo di allora è identico a quello di oggi: infliggere
e infliggersi particolari vibrazioni acustiche, indagare sugli
effetti di queste sul corpo prima ancora che sulla mente. C’è
un qualcosa di affascinante, morboso e sottilmente temibile nell’arte
di Mika e Ilpo: la loro è una musica a forte impatto, un’ossessionante
susseguirsi di modulazioni di toni puri, pulsazioni, scarti di
suoni, folate radioattive che assieme formano una fauna di vecchi
dispositivi elettrici dimessi, ma ancora in grado di produrre
minacciose conseguenze sull’organismo. Quale scopo si nascondeva
nel diffondere portentose sub-frequenze attraverso un’automobile
armata di migliaia e migliaia di watt in un parcheggio nell’East
End londinese, o nell’ascolto forzato di rudi suoni meccanici
nel bunker di Beaconsfield per sei ore al giorno (e per tre settimane
consecutive) se non quello di indagare nelle viscere dell’esperienza
acustica?
I due finnici non sono cresciuti nel clima dell’apolide
e anarchico movimento Techno; Furono loro i promotori dei primi
rave illegali a Turku, imbastendo poderosi sound system.
Pan Sonic è un ambiente a sé con cui l’ascoltatore
deve fare i conti più che semplicemente ascoltare. E’
l’esperienza dell’ascolto quella messa in atto. Non
sorprende pertanto che Mika e Ilpo, da sempre, commissionino a
un tecnico di fiducia, Jari Lehtinen, la costruzione dei loro
macchinari; attrezzature che hanno preso i nomi di fishing box
(un synth con dodici oscillatori) typerwriter (un piccolo synth)
e John Holmes (un tubo infrasonico lungo sei metri), speciali
congegni che, assieme a una Roland 808, costituiscono il definitivo
arsenale del combo.
ROBERTO SIRONI
Sironi è un cantautore “straniero in patria”;
famoso all’estero (vive a Parigi e tiene concerti in Francia,
Germania, Inghilterra), pressocchè sconosciuto in Italia,
se si esclude il riconoscimento al Premio Tenco. Elegante, raffinato,
canta in francese, in inglese e (ultimamente) anche in dialetto
meneghino, regalando piccole storie condite con swing e ironia;
è stato definito dalla stampa europea un “ Gentilhomme
italien”.
Ci sono, nel "variegato" mondo della discografia italiana,
dei fenomeni inspiegabili per cui artisti di valore, ottimi autori
di testi e musiche, cantautori di valore, vengono ignorati. Se
per Paolo Conte la consacrazione all'estero è avvenuta
quasi contemporaneamente a quella italiana, per Gianmaria Testa
c'è voluta una trasmissione televisiva di "rottura"
come quella di Luzzati e una tournè cabaret-teatrale per
dargli un po' di visibilità. A Giorgio Conte è rimasto
addosso il fardello della fratellanza e Cammariere ha dovuto firmare
un contratto con la Caselli e partecipare a Sanremo (come un pesce
fuor d'acqua) per farsi notare dopo anni di onorata gavetta.
Roberto Sironi, nonostante il Premio Tenco, naviga ancora in quella
specie di Limbo in cui, pur essendo conosciuto e apprezzato dagli
addetti ai lavori, il grosso pubblico non riesce a "metterlo
a fuoco". Rifacendosi alla tradizione dello chanconnier francese
e del nostro cantautorato più "colto" Sironi
accosta testi che raccontano piccole storie di piccoli uomini
(e donne) sullo sfondo di tempi e avvenimenti che possono essere
"grandi" o non esistere per niente. Un'eleganza musicale
un po' decadente o una sobria linea melodica insaporiscono questi
testi donando, anche ai più corrosivi, la lievità
dell'ironia, accostandolo stilisticamente a Conte e a un certo
Buscaglione meno dirompente; a Brel (per quel po' di descrittivismo
triste) e a Trenet e Becaud per l'ironia con cui riesce a trasfigurare
i lati meno piacevoli della vita.
Uomo di spettacolo, cantante, autore di canzoni e di teatro, Roberto
Sironi comincia molto presto la sua carriera artistica esibendosi
in piccoli Clubs, e partecipando a Festivals musicali un pò
in tutta Italia. Nel 1988 registra il suo primo Album "Io
Sono Un Artista" (Lira Records - Milano) con la partecipazione
di musicisti come Danilo Minotti, Riccardo Fioravanti, Claudio
Allifranchini e Giancarlo Porro. Dopo alcuni anni trascorsi conciliando
le due passioni, Canzone e Teatro (realizzando come autore/attore
spettacoli teatral-musicali), nel 1991 partecipa alla Manifestazione
Internazionale della Canzone "Premio Tenco ’91"
a Sanremo. Nello stesso anno registra il suo secondo Album "Performance"
(LPE Records - Milano) ed è in questa occasione che comincia
ufficialmente la lunga collaborazione con Italo "Lilli"
Greco, ex-Produttore RCA di Roma, noto nel panorama musicale Internazionale
per le sue importanti partecipazioni discografiche con artisti
come Ennio Morricone, Paolo Conte, Francesco De Gregori, Antonello
Venditti, Patty Pravo, Avion Travel, Sylvie Vartan. Sironi arriva
in Francia nel 1995 e crea insieme al suo più fedele collaboratore,
suo figlio Alessandro Sironi, pianista, compositore ed arrangiatore,
una piccola orchestra che nello stesso anno si produrrà
in una cinquantina di concerti a Parigi. Nel 1996, autoprodotto,
registra in Francia il suo terzo Album "Bello" a "L’Ouest
de la Grosne". Questo disco, che riceverà un importante
consenso di critica e di pubblico, sarà il debutto di una
nuova carriera artistica ed Internazionale che porterà
Sironi ad esibirsi in tutta la Francia, in Inghilterra,Germania,
Svizzera e Belgio. Nel 1999, registrazione del suo quarto album
"Roberto Sironi" con l’etichetta italiana DFV,
distribuito in Germania, Francia, Svizzera,Olanda ed Austria.
Nel Marzo 2001, Sironi partecipa con Ennio Morricone al Festival
"Only Connect" al Barbican Center di Londra. Nel 2002,
Roberto Sironi registra in Francia (Tournus) il suo quinto Album.
Essendo ormai più noto sul mercato internazionale che in
quello italiano, Sironi si cimenta in canzoni in lingua Francese
(Gentilhomme Italien) o inglese (Toujours e Crazy). Lo stile si
mantiene quasi inalterato eccetto per una leggera tendenza ad
un'orchestrazione più articolata che, in alcuni casi (Fantomas),
si accosta alla musica da film. Ci sono anche sporadici episodi
all'essenzialità rarefatta della prima scrittura (Canzone
d'Autore) che sfocia poi in un lirismo quasi Classico.
Sono in preparazione un disco registrato dal vivo in concerto
ed uno interamente in dialetto milanese.
Montefiori Cocktail
Il duo è composto da 2 gemelli, che suonano strumenti musicali
diversi: Francesco (Kekko) le tastiere e Federico (Kikko) il sax
e il flauto. Figli d’arte (del sassofonista Germano Montefiori,
musicista di talento degli anni '60 e '70) i due fratelli, prima
di diventare Montefiori Cocktail, hanno lavorato separatamente:
Francesco è stato produttore house e breakbeat, Federico
ha suonato il sax in numerose formazioni come Ladri di Biciclette
e Good Fellas (la swing band degli spettacoli di Aldo Giovanni
e Giacomo).
La loro carriera come Montefiori Cocktail inizia nel 1997 con
la pubblicazione di “Raccolta n. 1” seguita da “Raccolta
n. 2” del 2000, entrambe pubblicate da Irma. A distanza
di 3 anni e con il passaggio alla V2 Records di Sir Richard Branson,
a Novembre del 2003 esce il loro 3° Album, dal fedelissimo
titolo “Raccolta n.3”.
La loro musica trae ispirazione da quello che un tempo veniva
definito "Easy Listening", e che oggi, nella sua forma
moderna è diventato "Lounge Music".
I Montefiori sono i massimi rappresentanti italiani dell’evoluzione
dell’easy listening, dove i “suoni” degli anni
’60 si arrichiscono di nuovi elementi tecnologici. Stilisticamente
ispirati agli anni '60 ed ai primi anni '70, colgono lo spirito
di vitalità che la musica di quegli anni trasmetteva, riproponendola
in forme musicali che appartengono al nostro tempo attraverso
la contaminazione con sonorità house, breakbeat, jungle,
drum 'n bass, ecc..
E’ come se volessero testimoniare che la musica bella non
invecchia mai, anzi, col passare del tempo e con la distanza,
acquista una sua "consistenza". In quest’ottica,
rivisitano le colonne sonore "cult" degli anni '60,
le musiche degli spot televisivi. Molti loro brani sono stati
usati come sigle o sottofondi musicali alla radio ed alla televisione
in vari emittenti nazionali ed estere, oltre che essere diventati
veri e propri spot commerciali per marchi molto noti ed inseriti
in colonne sonore di film. Il loro gusto musicale ha richiamato
altri artisti, per i quali hanno realizzato brani e remix (Claudio
Coccoluto, Giorgio Conte, Roy Paci, Pizzicato Five, Quinto Rigo)
. Notevole è anche la loro storia “live”: dal
1997 ad oggi hanno collezionato oltre 500 concerti in Italia e
nel mondo, molti dei quali in festival prestigiosi, quali il Festival
Jazz di Montreux, Copenhagen Jazz Festival, e in locali considerati
veri e propri templi quali il Cargo di Londra, il Cabaret Savauge
di Parigi, il Casanova Revue, il VolskGarten, il B72 a Vienna,
e il memorabile il tour di un mese negli States che, nel 1997,
li portò a suonare a New York, Los Angeles, San Francisco,
Philadelphia ed in numerose altre città.
Oggi i Montefiori Cocktail da due si sdoppiano e diventano quattro;
il quartetto è la dimensione orchestrale perfetta che richiama
le atmosfere dei nightclub e le festicciole private con trenini,
samba, rumba e chachacha.
Con l’ingresso di Marco battistini al basso (abbastanza
giovane, ma con una esperienza già matura) e Luciano vincenzi
alla batteria ( già maturo con 40 anni di crociere, night
clubs e spogliarelliste, ma abbastanza sempre giovane) il cocktail
diventa ulteriormente accattivante e coinvolgente!
OfflagaDiscoPax
"Socialismo Tascabile (prove tecniche di trasmissione)"
è il fiero comizio di esordio degli OfflagaDiscoPax, collettivo
neosensibilista di Reggio Emilia dalle evidenti ossessioni.
La loro storia è breve, nemmeno due anni di vita, e la
storia che cercano di raccontare invece è piuttosto lunga.
Inizia più o meno nel 1917 a Leningrado, si catapulta negli
anni ottanta tra la via Emilia e Manchester per poi saccheggiare
barbaramente un contemporaneo non solo locale e privato. I nove
brani di "Socialismo Tascabile" nascono un po' come
gli stati dell'ex Unione Sovietica, piccole/grandi realtà
improvvisamente resesi per necessità e spontanea-mente
indipendenti, ma pur sempre legate da una storia, una tradizione
culturale e da una lingua in comune. La lista delle influenze
e degli amori di Daniele Carretti ed Enrico Fontanelli nasce con
loro nel 1977 e termina dopodomani: Joy Division e Factory, Cocteau
Twins e 4AD, Pop Group, Kraftwerk e poi Slowdive, My Bloody Valentine,
Flaming Lips, Autechre, LCD soundsystem, cLOUDDEAD, Xiu Xiu.
E’ ben visibile, inoltre, la militanza adolescente di Max
Collini, qualche anno in più degli altri due soci e voce
narrante di racconti rigorosamente di parte anche quando si avventurano
nell’intimo del privato.
I testi sono declamati in un italiano dall'inconfondibile provenienza
che descrive territori, eventi, persone. Storie vere, ironiche,
autobiografiche, faziose di estremismi passati e presenti, divertenti
e ogni tanto strazianti. Il Socialismo Tascabile degli OfflagaDiscoPax
è uno stato d'animo. Uno stato d'ansia. Un esperimento
elettRocomunista. Ideologia a bassa intensità sommessa,
sommersa, urlata.
DINING ROOMS
I Dining Rooms sono Stefano Ghittoni e Cesare Malfatti (dj resident
dei Magazzini Generali il primo, fondatore dei La Crus il secondo);
vengono dalla scena punk/new wave ed hanno militato in numerosi
gruppi. Il duo, nato nei primi mesi del 1999, ha sei album all’attivo.
Visioni multimediali, miscelate a hop-funk, soulful bluesy jazz
di respiro internazionale; alcuni loro brani sono stati rivisitati,
tra gli altri, da Nicola Conte, Soulpatrol e Cinematic Orchestra.
Hanno suonato entrambi in vari gruppi della scena indipendente
italiana, ai tempi dei movimenti punk e new wave, ma l'album di
esordio, Subterranean Modern Volume Uno, è costruito su
ritmi hip hop e funk, chitarre blues e tastiere malinconiche.
'Ambient soul', lo chiamano: una definizione perfetta anche per
il successivo Numero Deux, uscito nel 2001, seguito poi dalla
muzak per le sfilate al terzo album, Tre, un disco intriso di
soul ed elettronica, che cita gli anni Settanta e Morricone: una
sorta di risposta italiana allo splendido Simple Things degli
inglesi Zero 7
"La nostra musica è una colonna sonora per il presente
e il futuro; quello che ci interessa è superare i confini
dei vari generi, non fermarci a uno stile definito una volta per
tutte".
Infatti, 'Tre' segna un cambiamento nella musica dei Dining Room:
ci sono anche delle vere canzoni e poi c'è Anna Clementi
(voce del progetto Tosca di Richard Dorfmeister) in una cover
di Sun Ra e Sean Martin.
Stefano Ghittoni e Cesare Malfatti sono esperti manipolatori di
cadenze morbide e di ritmo elegante, un qualcosa che ha di nuovo
trovato una sua collocazione all'interno della moderna musica
elettronica di derivazione jazz.
Il 2005 segna il ritorno dei Dining Rooms con "Experiments
in ambient soul", disco che testimonia la loro maturità
artistica, con artisti come Don Freeman, Marta Collica ed Hugo
Race, Sean Martin e le Amraah 8, vere soul sista sulla scia di
Ursula Rucker e Bahamadia. Il primo singolo estratto è
"Milano Calibro 9" e "No Problem", con i remix
di Madrid De Los Austrias e 7 Samurai
SCUOLA FURANO
Scuola Furano è il nome di un duo che si sta facendo conoscere
in tutta italia grazie ad un cd (omonimo) che non è passato
inosservato ai grandi media musicali. Blow Up Magazine cita "i
dettagli geniali" e "l'esuberanza creativa", predice
"un brillante avvenire" con un perentorio "praticamente
spaccheranno alla grande". Rockerilla dice che "se fossero
francesi, tedeschi o inglesi, sarebbero osannati", Mucchio
Selvaggio è sorpreso perche da un progetto così
"è facile non aspettarsi quello che invece si sente".
Qualcuno li ha definiti i Daft Punk italiani e spesso vengono
nominati come la novità più convincente del 2005.
Nel loro primo omonimo album, autodefiniscono la loro musica come
“materiali ballabili, shakerati a furia dentro uno scatolone
di adolescenze collettive”. In realtà, “Scuola
Furano” è un frullato di hip-hop contaminato, house,
elettronica da cameretta e suggestioni electro. Nel 2001, Borut
Viola e Marco Busolini, stanchi di ascoltare solo rap, e con la
voglia di approfondire altri panorami, si sono avvicinati "al
dancefloor" a colpi di Superfunk, Cassius, Artful Dodger
e Dimitri from Paris. Il disco che ha sancito la definitiva svolta
è stato “Discovery” dei Daft Punk: da un lavoro
durato tre anni,dove hanno raffinato sia i gusti musicali che
la tecnica produttiva, è uscito l'album, quasi a dimostrare
che anche in Italia è possibile contaminare l’estetica
elettronica con una credibilità pop cercando di darle dignità
citando tutto l'immaginario newyorkese di fine '70 e di prima
metà degli Ottanta, con i vari Keith Haring, Larry Levan,
Basquiat, Grandmaster Flash.
Il nome deriva dal nanga "Capitan Tsubasa" (Holly &
Benji); Furano è di derivazione nipponica e insieme a Scuola
funziona, è come se un termine impresso nell'immaginario
collettivo riacquistasse un nuovo immaginario.
17 PERSO
I 17Perso nascono come House of Joy nel luglio del 2001 ad Acqui
Terme in provincia di Alessandria. Dal mese di settembre dello
stesso anno, cominciano a proporre anche un repertorio originale
e alcuni di questi brani vanno a finire nel loro primo demo intitolato
appunto “House of Joy”. Nel 2002 vincono con la canzone
“Assedio Cerebrale” il premio come miglior pezzo inedito
al concorso nazionale di Cavalamusica .
La band vuole intraprendere un nuovo percorso musicale e l’inverno
2002 segna la svolta, cambiano nome (prendendo in prestito il
titolo di una celebre opera pittorica di Paul Klee) e, in parte,
formazione. Dopo alcuni mesi di prove i 17Perso realizzano un
nuovo lavoro intitolato “L’altro lato della casa”
che segna un svolta decisa e propone diversi e importanti mutamenti
stilistici. Registrato e mixato da Fabio Martino (Yo Yo Mundi)
negli studi di Casa Bollente, con la partecipazione della giovane
violoncellista Cristina Brusco, il nuovo lavoro contiene tre brani.e
affidano la creazione dell’immagine di copertina a Mario
Morbelli un giovane ed emergente artista visuale.
Nell’’estate 2003, si piazzano al secondo posto al
concorso regionale Alessandria Wave, con la seguente motivazione
:”Giovanissimi interpreti capaci di belle atmosfere ed interessanti
chiaroscuri con sonorità dalle citazioni darkeggianti”;
suonano insieme a Perturbazione e Marlene Kuntz e entrano far
parte della compilation di Alessandria Wave distribuita dalla
rivista nazionale Rumore.
Il suono si è raffinato l’attenzione per i testi
è ancora più profonda e le composizioni tracciano
una precisa cifra stilistica che colloca i 17Perso tra i più
promettenti e originali gruppi della prolifica provincia di Alessandria.
MOM SEM BOPP
__ "I liberi" in lingua woloff (la lingua parlata dall'80%
dei senegalesi). Un gruppo di voci e percussioni africane composto
da 5 ragazzi senegalesi immigrati residenti nella provincia di
Asti, spesso accompagnati da musicisti italiani con cui improvvisano
jam session.
OTOLAB – LABORATORIO ARTISTICO
Otolab è una associazione che unisce musicisti, dj, vj,
videoartisti, videomaker,web designer, grafici e architetti unirsi
nell'affrontare un percorso comune nell'ambito della musica elettronica
e della ricerca audiovisiva.
Confronto e sperimentazione si fondono in progetti individuali
e collettivi con linguaggi che vanno dall'elettronica sperimentale
alla techno, dal dub alle sonorità industriali, sempre
alla ricerca di un rapporto simbiotico con l'immagine e il video,
fino al live media e all'installazione interattiva.
Nel Maggio 2006, anche con l’appoggio di CPAS, sono stati
selezionati per la Biennale d’Arte Contemporanea di Dakar,
DAK’ART, in cui condurre dei workshop e live-exhibition
nella neonata sezione dei Nuovi Media, includendo nelle esibizioni
2-3 artisti senegalesi.
Nell’ultimo lavoro, prendono a prestito immagini tratte
dai viaggi di CPAS in Senegal dal 1985 ad oggi e le ricompattano
nel flusso disordinato della coscienza miscelandole a immagini
astratte, ricordi, errori e macchie pittoriche – il tutto
reso denso da suoni ritmici bassi, profondi e mantrici, costantemente
soggetti ad un’evoluzione minimale timbrica.
ATLETICODEFINA
“Atleticodefina” è il nuovo progetto di Pasquale
Defina. L’anima dei Volwo ritorna sulla scena dopo due anni
di apparente inattività. Il disco prende forma nel 2004
quando le canzoni iniziano a delinearsi nella mente di Pasquale.
Una volta chiarite le idee, si trasferisce alle Officine Meccaniche
di Mauro Pagani e al Maitai Studio di Gianluca Mancini in compagnia
di Giorgio Prette (batteria Afterhours), Taketo Ghoara (mix, produzione),
Gianluca Mancini (pianoforte), Marco Ferrara (basso), Giuliano
Dottori (chiatarra slide) e Andrea Viti (basso Afterhours). Il
frutto di questi mesi in studio è “Atleticodefina”,
un’opera del tutto intima e personale, canzoni che rapiscono
e coinvolgono ascolto dopo ascolto.
Pasquale Defina ha suonato con Cristina Donà nel tour per
il primo album "Tregua". Ha realizzato insieme a Maurizio
Raspante (Santa Sangre) la produzione artistica ed esecutiva del
singolo "Un amore lungo un giorno". Ha suonato in Italia
nel live set di Steve Piccolo (Lounge Lizard). Tra il 1999 e il
2000 ha collaborato al successo della performance, tra reading
e spoken word, degli Agnelli-Clementi (Manuel Agnelli degli Afterhours
ed Emidio Clementi dei Massimo Volume). Nel 2002 è uscito
“Viva Vittoria” l’unico disco dei Volwo, band
molto amata e rimpianta della scena underground italiana.
EFFETTI COLLATERALI
Gruppo di "giovani" dai 30 ai 46 anni piu' Irene, la
cantante che ne ha meno della meta' ed e' studentessa. Suonano
insieme da 10 anni, fanno cover rock italiano ed hanno partecipato
a "Zanza rock", concorso rock di giovani esordienti,
dove hanno fatto la parte dei special guest star.
MADAME SADOWSKY
Madame Sadowsky è un'esclusiva maison di Rue Pigalle, da
oltre un secolo punto d'incontro di poeti, filosofi, artisti e
musicisti (anche imprenditori e politici vi sono ammessi, ma a
caro prezzo!). Fra i suoi frequentatori Henry Miller, Anaïs
Nin, Paul Bowles, Jack Kerouac, Allen Ginsberg, William S. Burroughs,
Neal Cassady, Gregory Corso, Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir,
Gerard Philippe, Pablo Picasso, Salvador Dalì, Django Reinhardt,
Stéphane Grappelli, Lester Young, Dizzy Gillespie, Wes
Montgomery.
Proprio presso Madame Sadowsky si sono incontrati nel maggio del
2005, durante le pubbliche letture del filosofo Joseph Marinier,
i protagonisti di questa avventura musicale, che prende il nome
dalla celebre maison parigina. L'intento del gruppo è riprendere
classici brani della New Wave degli anni '70/'80, riproponendoli
con arrangiamenti e suoni del nuovo millennio. Il loro repertorio
include brani di Cure, Depeche Mode, Joy Division, Ultravox, Gary
Numan, Simple Minds, Soft Cell, Tears For Fears, Echo & the
Bunnymen e altri. I Madame Sadowsky sono Roger Marchi (voce, programmazione
tastiere, pads), Charlotte Agnès (voce, chitarra, pads)
e Alessandro Peroni (tastiere, chitarra, basso, programmazione).
AFRICAN TRIBAL LAMP FALL
Significa "tribù africana delle luci splendenti".
Il nome del gruppo ha un significato articolato. African Tribal
(tribù africana): tribù dato che il suono delle
percussioni africane è definito come tribale e funge da
collegamento con l'elemento terra; africana perché composta
di artisti, musica espressioni, linguaggi e strumenti africani.
“Lamp fall”: Fall è il personaggio di una famosa
leggenda africana. probabilmente senegalese, da cui deriva la
cultura Rasta By Fall molto seguita anche oggi in Senegal. Lamp
Fall per i senegalesi ha anche il significato di “firmamento”
cioè dell’insieme di stelle che vedono sulla loro
testa o meglio sulla testa di Fall. La leggenda narra del passato
che non torna, ma che insegna e di un uomo che ha sempre lavorato
duro per gli altri, per il suo prossimo, per l'intera collettività.
THE RUDE MOOD
Giunti al secondo album, i propongono un hard blues rugginoso
e potente che filtra il suono roots attraverso una iniezione di
moderna energia.
I Rude Mood nascono come trio. La tradizione del trio (rock)blues
parte dall’esempio di gruppi famosi come i Cream o gli Experience
di Jimi Hendrix, ma anche Rory Gallagher e molti, molti altri.
Il concetto è proprio quello di ritrovare quella “pasta”
di certa musica di fine anni ’60. Tre musicisti spinti insieme
a fare del blues un po’ sanguigno. Per il carattere [pessimo]
del chitarrista Terlingo e il nome di un celebre brano di Vaughan,
si battezzano Rude Mood.
I brani proposti sono presi da Muddy Waters, J.L.Hooker, E.James,
Buddy Guy, Bo Diddley, Robert Johnson, ma anche Hendrix e Stevie
Ray Vaughan; il tutto miscelato con brani originali della band.
Chitarra rugginosa e voce polverosa, da bluesman consumato, Paolo
Terlingo conduce i Rude Mood attraverso i sentieri oscuri di un
blues “classico” come fosse una lanterna dietro cui
gli altri si lanciano con l’irruenza tipica dei rokers.
Suono sporco, arrabbiato, senza fronzoli; Rock blues della migliore
qualità, suonato come si suonava e come si dovrebbe suonare
anche oggi. La formula è quella del trio "classico":
chitarra, basso e batteria. Echi di Cream, Led Zeppelin, Experience,
Taste e Mayall.
Un chitarrista che suona un'assurda Telecaster in metallo arrugginito
e che stà tra Stevie Ray Vaughan e Jeff Beck. Un batterista
che "la finezza non sa dove stà di casa" e che
quindi suona il blues "come-Dio-comanda" esasperando
la lezione ritmica forsennata di Keith Moon (che forse non ha
mai ascoltato). Un bassista che "pompa" come un mantice
e che, ogni tanto, cerca di risolvere il quesito "... ma
quante note riesco a far stare in una misura?". Questi sono
i Rude Mood: Paolo Terlingo, William Blues Willis Moroni e Davide
Basna Busnelli, oggi arricchiti dalla presenza di Andrea “Slim”Sacchi
all’armonica.
Il primo CD “Blues Ain't Noyhing" esce per l'etichetta
UltraSound; registrato dal vivo il 25-26 settembre 2004 all'Ultrasound
Studio di Corteolona (PV) - testi e musica di Paolo Terlingo e
arrangiamenti Rude Mood - è stato registrato in tre soli
giorni, praticamente in diretta. Protagonisti i tre musicisti
del gruppo (tranne in 'Alleluia (god is drunk)' che vede la partecipazione
di Marco Prestini all'organo) e il tecnico del suono, Roberto
'Bobbo' Re, che ha cercato di assecondare le richieste inusitate
di questo gruppo dal suono "vintage".
Il disco è dedicato a Bruno e Daniela (Morani). Il 2°
CD, The Rude Mood II – Falling Rock, sempre con brani di
loro composizione, è stato pubblicato (ancora dalla UltraSound)
nel Maggio 2005
JAH LOVE
I Jah love nascono nel 2000 co uno stile influenzato da Bob Marley,
dal roots anni 60-70 di Burning Spear e Max Romeo.
L’obiettivo fin da subito è stato quello di seguire
le tracce lasciate da Bob Marley e dai suoi contemporanei, musicisti
roots reggae, rivalutandone i suoni e contemporaneamente sommando
le sonorità moderne del new roots reggae con i tocchi di
personalità derivanti dalle esperienze musicali di ciascuno
dei componenti.
La band al completo è composta da otto elementi: Fabio
"Gangia" Cesarini alla chitarra e voce, Andrea "Toro"
Mussi alle tastiere, Michelangelo "Verce" Vercesi al
basso, Claudio "Gangino" Cesarini alle percussioni e
rumoristica, Giulio "Lord" Gramegna alla batteria e
Francesco "Nane" Maffoni alla chitarra solista.
La sezione fiati, sempre presente sia nei dischi sia nelle esecuzioni
dal vivo, è costituita dalla tromba di Dario "Pinula"
Bavila e dal sax alto di Marco Scipione.
Nella primavera 2005 i Jah Love sono stati invitati a comporre
un brano inserito come colonna sonora nel cortometraggio "Perdendo
le ali", presentato in varie rassegne cinematografiche.
I testi risentono dell’influenza della cultura Rasta calata
nella realtà sociale odierna.
NEWS FOR LULU
I News For Lulu si formano a Pavia nel 2003 e la loro musica è
una forma di indie-pop aperta a varie influenze. Tenendo sempre
la forma-canzone come punto di partenza, alla combinazione tra
strofa e ritornello, i NewsForLulu sviluppano ingenue melodie
pop sottilmente disturbate da aperture elettriche per poi incrociarle
con le traiettorie del post rock e della psichedelia. I loro punti
di riferimento? Molteplici: Wilco, Notwist, Radiohead, My Bloody
Valentine, Mogwai, ma l'elenco potrebbe andare avanti.
Dopo aver trascorso un lungo periodo a farsi le ossa suonando
dal vivo e a perfezionare il proprio sound, il gruppo viene messo
sotto contratto dalla label indipendente ZAHRecords, che ne pubblica
l'album d'esordio, "10 Little White Monsters", prodotto
da Gianmaria Aprile degli Ultraviolet Makes Me Sick.
I NewsForLulu sono il gruppo emergente su cui MTV "scommette"
per un esordio che a quanto pare parte già con il piede
giusto. 10 little white monsters è ascoltabile per intero
in anteprima sul sito della TV musicale [ www.mtv.it - www.mtv.it/music/emergenti
].
I News For Lulu sono sei individui (Matteo Baldrighi, Carlo Campili,
Nicola Crivelli, Emanuele Gatti, Andrea Girelli, Umberto Provenzani),
dodici mani impegnate a creare atmosfere, melodie emozionali,
che non vogliono escludere l'ascoltatore dalla musica ma rapirlo,
violentarlo, abbandonarlo in un deserto nebbioso. La non-tecnica
usata per creare questo rapimento dionisiaco è quel movimento
narcisistico di scomposizione, decostruzione e quindi suicidio
della melodia. La musica pop si uccide e pratica su se stessa
un'autopsia. I News For Lulu sono gli artefici di questa morte,
celebrano un funerale ed una rinascita. Questa non-avanguardia
musicale viene da molti inscritta nei territori del post-rock.
E le ombre delle vibrazioni acustiche proiettano sul muro le immagini
di Brakhage, regista astratto, incisore di pellicole, la cui espressione
artistica evoca figure, situazioni evanescenti, ad alto contenuto
emotivo. Le sequenze rimandano quindi alla (non) esplicazione
dei contenuti delle musiche, vicine all'avvento di suggestive
e grottesche finzioni. L'unione tra melodia ed immagine è
indirizzata alla teatralità e al gioco di libere ed intuitive
associazioni, che non devono guidare l' ascoltatore alla ricerca
forzata di un significato, bensì sperimentare l'attivazione
di un senso a metà tra la vista e l'udito.
MORGAN
“Non al denaro, non all’amore né al
cielo” è il titolo dell’ultimo album di Morgan
uscito nella primavera 2005, nel quale Morgan reinterpreta una
delle opere più intense del cantautore genovese tratta
da ”L’Antologia di Spoon River” di Edgar Lee
Masters.
“E’ una traghettazione a catena: Edgar Lee Master
ha scritto, Fernanda Pivano ha tradotto, De André ha trasformato
la poesia in canzoni; e io le traghetto all’oggi”,
così ha dichiarato Morgan in un’intervista.
E ora quell’album, coraggioso atto d’amore in bilico
tra fedeltà e tradimento, gesto artistico ‘bello
e infedele’, parente stretto e musicale di Borges, diventa
live, nuova metamorfosi, già prevista alla nascita stessa
del progetto. E se nella presentazione dell’album Morgan
paragona se stesso al ‘filologo’,al ‘restauratore’
e pensa già ad un futuro spettacolo di “teatromusicale’,
sul palco una nuova rilettura è affidata a dettagli, sfumature
e sottili variazioni come in un sofisticato trompe l’oeil
musicale, basato però all’estro di uno dei più
istrionici e imprevedibili artisti del panorama italiano, nato
per il teatro, rapito dalla musica.
A proporgli il progetto è stata Dori Ghezzi, vedova del
cantante ligure e Morgan ha ricambiato non con un disco di cover,
non con delle reinterpretazioni, ma cercando di cogliere lo stesso
spirito che aveva animato l'album di De André, ricorrendo
anche alle partiture originali di Nicola Piovani, che a suo tempo
ne aveva scritto le musiche assieme al cantautore genovese.
Sul paco, insieme a Morgan (voce, pianoforte, organo Hammond,
spinetta) ci saranno Marco Carusino (chitarra), Giovanni Ferrario
(basso chitarra), Sergio Carnevale (batteria) e Daniele Dupuis
(organo/basso,sintetizzatori, theremin).
Marco "Morgan" Castoldi, leader indiscusso dei Bluvertigo,
è passato da un intrigante miscuglio di new wave ed elettronica
inglese, funk e molto altro alla rivisitazione della canzone d’autore,
vera o finta che sia (come nel suo primo album da solista Canzoni
dell’Appartamento).
I Bluvertigo (Morgan: voce, basso, sintetizzatori,; Andy: sax,
sintetizzatori, cori; Sergio Carnevale: batteria; Livio Magnini:
chitarra) erano accomunati da un certo gusto per ciò che
Bowie avrebbe definito "la musica di rottura fra arte alta
ed arte bassa"; è stata l'unica gIam-rock-band italiana,
che già in tempi non sospetti, si appropriava di un bagaglio
culturale rappresentato dalla British Invasion, che ha vissuto
il suo momento di gloria negli anni ottanta. Grazie alla passione
per la musica inglese e all'indiscutibile talento dei quattro
componenti del gruppo, i Bluvertigo ottengono una grande visibilità
sulla stampa specializzata. Hanno suonato dal vivo alternando
concerti "tradizionali" a spettacoli un pò più
inusuali, come per esempio l'inaugurazione della mostra di Andy
Warhol; appaiono inoltre nella compilation di tributo a Franco
Battiato (da loro considerato l'unico esempio e punto di riferitnento
italiano) con una versione industriale di Prospettiva Nevskije
e nella loro ricca discografia appaiono collaborazioni con Alice
e con Mauro Pagani
COMITATO PAVIA ASTI SENEGAL ONLUS E PROGETTO ARTE AFRICA
Oltre ad azioni di cooperazione allo sviluppo nel sud del Senegal,
il CPAS è promotore del progetto “Arte Africa”,
un nuovo approccio al collegamento tra la cooperazione e la espressione
artistica. L’idea che ispira l’iniziativa è
quella di innescare un percorso di cambiamento nella concezione
dei rapporti Nord/Sud, attraverso la messa in discussione del
modello monodimensionale dello sviluppo umano (prevalentemente
di stampo economico), per arrivare a costruire un modello multidimensionale,
in cui anche altri aspetti dell’esistenza e del sapere acquistino
valore come, soprattutto, l’espressione e lo scambio artistico.
Nel corso degli anni sono stati realizzati, all’interno
di questo contesto, vari spettacoli teatrali, produzioni cinematografiche,
emissioni radio, mostre d’arte e festival musicali.
L’obiettivo dell’evento è raccogliere fondi
per sostenere progetti legati all’istruzione nella zona
di Kalounayes (Casamance, Senegal del Sud), nello specifico la
raccolta di materiale didattico e la restaurazione dell’edificio
scolastico della scuola primaria “Walter Damiani”
di Django.(foto in allegato)
“Africando” è l’evento finale del percorso
formativo che hanno sviluppato con la IV CS, l’indirizzo
delle Scienze Sociali dell’Istituto Superiore Statale “A.
Cairoli”, che da due anni partecipa ai progetti di educazione
all’intercultura e alla mondialità, organizzati dal
Comitato Pavia Asti Senegal Onlus;
In prima fase, un ciclo di incontri (organizzati come lezioni
frontali) con esperti e volontari del CPAS Onlus che hanno parlato
dei temi relativi la cooperazione internazionale; la seconda fase
si è caratterizzata di incontri informali per la ricerca,
l’identificazione, la concreta acquisizione delle conoscenze
formali ed effettive per la realizzazione di un evento e la comunicazione
ad esso relativa, i cui fini sono l’incontro tra culture,
la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e la raccolta
fondi per lo sviluppo dei progetti già elencati. La terza
fase, in cui sono attualmente impegnati, è la fase organizzativa
vera e propria dell’evento multiculturale finale.
In Senegal il ruolo del Comitato Pavia – Senegal si è
snodato in più dimensioni e livelli: sanitario, educativo,
rurale e finanziario. Un merito che gli si conferisce è
quello di aver concorso all’attivazione di meccanismi di
solidarietà orizzontale, di partecipazione e di interazione
con la comunità locale.
Sul piano istituzionale, il Comitato Pavia – Senegal è
l’attore che ha favorito la stipula del protocollo d’intesa
tra la Regione Lombardia e quella di Ziguinchor e la creazione
di reti di collaborazioni transnazionali tra il Comune di Cava
Manara e quello di Koubanao, Gropello e Simakounda, Dorno e Django.
Queste ultime reti di collaborazione hanno attivato lo sviluppo
del sistema di cooperazione decentrata e di sviluppo locale. Negli
ultimi due anni le attività del Comitato hanno coinvolto
anche il territorio di Asti ( istituzioni ed associazioni straniere
), da cui il cambio della denominazione in “ Comitato Pavia
– Asti – Senegal “ . Si e’ attivata anche
una organica collaborazione con l’Associazione Enzo B. di
Torino. Il Comitato e’ riconosciuto e sostenuto da Comune
e Provincia di Pavia .
Attualmente il comitato CPAS sta lavorando nel progetto di sostegno
alla sanità della Regione di Ziguinchor nella forma del
gemellaggio, lo sviluppo della cooperazione e del partenariato
tra l’IRCCS Policlinico S. Matteo e l’Ospedale Regionale
di Ziguinchor, con l’obiettivo di migliorare le condizioni
socio-sanitarie della Regione di Ziguinchor e della regione circostante
(Regione di Kolda, Guinea Bissau, Gambia etc.).
Oltre alle azioni di cooperazione in Senegal, il Comitato è
stato tra i promotori e realizzatori di interventi sull’intercultura
nelle scuole del pavese e della promozione della conoscenza di
usi e costumi della cultura senegalese
“Le culture sono composte da valori, simboli e spiritualità,
da modi di organizzazione socio-politici, da tecniche e saper-fare.
Confrontate a nuove sfide, le comunità umane pescano nella
loro cultura una fonte alternativa ai modelli di sviluppo dominanti”
(Cultures et développement)
La produzione artistica proposta si pone, globalmente, come occasione
di incontro tra differenti culture e come momento di riflessione,
aperto ad un pubblico il più possibile vasto ed articolato,
sui temi del dialogo paritario e dello scambio culturale, concretamente
realizzato attraverso la condivisione e la valorizzazione dei
vissuti umani, come autentica risorsa di sviluppo e di crescita
personale, umana, sociale.
L’arte è stata scelta come canale di comunicazione
di questo messaggio, nella misura in cui costituisce un linguaggio
di natura universale in grado di veicolare vissuti personali e
collettivi in modo trasversale rispetto ai confini politici, linguistici
e culturali.
Sono stati fino ad ora realizzati2 spettacoli teatrali: Paolo
Rossi / Modou Gueye –“Un omaggio a Thomas Sankara”-
Il presidente ribelle e, con il Teatro Metastasio, “David
Diop - Le terribili onde della libertà” poesie per
il Senegal e per l’ Africa libera, con la regia Massimo
Luconi. Altre realizzazioni sono state la mostra- percorso didattico
“Viaggiando per i villaggi della Casamance”, il libretto
“Viaggiando per i villaggi della Casamance” sulle
esperienze dei bambini ragazzi all’interno del percorso
mostra, il coinvolgimento del Museo Peci di Arte contemporanea
di Prato nel comitato scientifico della Biennale di arte contemporanea
di Dakar e accordi per una prossima esposizione di pittori senegalese
in Italia, 10 Trasmissioni radiofoniche tematiche: Musica,Arte,
Moda,Poesia,Emigrazioni, 4 documentari televisivi: “Koubanao,
un villaggio tra tradizione e modernità”, “Dakar
Arte Persona”, “Tracce di Sole” (intervista
racconto di Oumou Sy), “Donne pescatrici”, di cui
i primi tre sono stati presentati in occasione del Festival del
Cinema Africano di Milano.
Mostre fotografiche
SCATTI
Alessandro “Zuek” Simonetti
Diplomato presso l'Accademia di Belle Arti di Venezia, Alessandro
collabora come fotografo con diverse testate in ambito nazionale.
E’ attento alle realtà giovanili legate alla cultura
di strada e all'espressioni artistiche ad essa connesse. I mondi
che segue con maggior interesse sono quelli dello skateboard,
della musica elettronica, dell'hip hop e della bmx.
SENEGALCASAMANCE:
Lucalocatelli
Luca Locatelli, il fotografo anche personalmente impegnato
nel sociale, ha accompagnato l’ ultima missione del Comitato
in Senegal. In quella occasione ha potuto non solo testimoniare
la realtà senegalese, le opere e i progetti del Comitato
Pavia Asti Senegal, ma ha anche avuto la rara occasione di essere
testimone del “rituale di iniziazione” dei Diolà,
che avviene circa ogni 20 anni.
ART IS NOT A CRIME
HENRY CHALFANT
Henry Chalfant è un regista, fotografo e scultore che
dalla metà degli anni Settanta racconta l'evoluzione della
cultura Hip Hop con particolare attenzione al Graffiti Writing.
Nel 1984 ha pubblicato Subway Art con Marta Cooper, l'anno successivo
ha pubblicato Spraycan Art e ha co-prodotto in film cult Style
Wars. L'esposizione Art is not a Crime è stata esposta
nelle più importanti gallerie internazionali.
Viveva uptown e si muoveva quotidianamente con i treni per raggiungere
downtown e continuava a vedere ed ammirare sempre di più
quei pezzi sempre più elaborati che adornavano le varie
carrozze. Aveva già pensato di scattare alcune fotografie
ma non sapeva che nella linea metropolitana esistessero delle
parti dove i treni correvano in superficie. Era a New York da
poco e non conosceva bene la città e scattare delle foto
nei
tunnel delle fermate era praticamente impossibile. Lesse l’introduzione
di Norman Mailer al libro The Faith of Graffitti di John Goldstein
e una articolo sul New York Magazine ma entrambi i pezzi, usciti
nel 1973, non sembravano render giustizia alla grandiosità
del fenomeno. Attorno al 1976, dopo aver scoperto che i treni
di New York correvano anche in superficie nel Bronx, nel Queens
e a Brooklin, trovò dei posti adatti a scattare delle foto
che potessero immortalare i pezzi nella loro interezza. Iniziò
a scattare fotografie e ciò lo portò automaticamente
nel Bronx; il Bronx di quegli anni era caratterizzato dalla violenza,
dalle case bruciate o abbandonate e dalla presenza pervasiva delle
gang e della droga. La sua prospettiva era quella di un outsider
che girava solo armato di macchina fotografica.
Nel 1980 mostrò le sue fotografie a un commerciante d’arte
che, impressionato dalla bellezza di quei pezzi, decise di affidargli
la direzione artistica di una esposizione. Lo show si tenne all’Okay
Harris Scholalry sulla West Broadway e durò una settimana
in cui l’afflusso fu continuo. C’erano circa una trentina
di foto e fu forse la prima volta in cui tutti i writer della
città si riunirono, c’era gente che veniva da tutte
le parti della città.
Mostre di Dipinti
"IL MONDO DEGLI ALTRI"
Roberto Sironi : dalla musica alla pittura
Dopo aver scritto canzoni e pièces teatrali, indagato la
musica e frequentato ogni tipo di palcoscenico, mi sono trovato
nella necessita passionale ed artistica di investigare la materia
ed è con questo spirito che ho cominciato a dipingere.
Captare segnali di talento è un segreto che ancora non
è stato svelato,quindi,il mistero di una intuizione artistica
rimane tutt'ora una verità di ordine soprannaturale! Il
mio incontro con la pittura è avvenuto in quelle penombre,dove
si annidano le più incomprensibili spiegazioni, fascino
e intrigo albergano nella stessa anima e la creazione diventa
di per sè un enigma! Per ora, posso solo dirvi che un talento
velenoso si aggirava da quelle parti e che gli unici testimoni
di questa vicenda sono i miei quadri!...Mi considero un collezionista
d'immagini ed è per questo motivo che ho voluto intitolare
la mostra "Il mondo degli altri"scambiando il mio ruolo
d'artista con quello dello spettatore e posso assicurarvi che
da un palcoscenico,qualsiasi esso, sia si può assistere
al più grande spettacolo del mondo:la gente! Davanti a
questo enigmatico ed inspiegabile "movimento immobile",
investigando, inseguo la più folgorante delle soluzioni
con l'unico indizio che ho: dipingere! Il caso non è chiuso!
(Roberto Sironi)
PRESENTAZIONE PUBBLICAZIONI
BIGGER THAN HIP HOP
U.Net
Una dettagliata mappa sui più recenti sviluppi della cultura
Hip Hop statunitense, punto di riferimento obbligato della musica,
del linguaggio, dello stile di vita nero. Grazie alle testimonianze
di artisti quali M1 dei Dead Prez e alle riflessioni di critici
quali Greg Tate, U.Net traccia un itinerario attraverso il rap,
la street art, il cinema e le componenti politiche e sociali che
stanno alla base di quest'ondata di creatività proveniente
dai ghetti postindustriali.
DISCO INFERNO: Storia del ballo in Italia 1946-2006
Fabio De Luca
Voce e motore di Weekendance su Radio 2 Rai, giornalista colto
e raffinato copre la maggior parte delle manifestazioni trasversali
tra elettronica e rock; in questa occasione presenta la sua ultima
pubblicazione.