BirrArt - Edizione 2010

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A Pavia torna FARE festival

Un cast al femminile per ricordare l’Anno Europeo per le Pari Opportunità

Sei concerti alle radici della musica. Dal 9 al 16 giugno il cortile del
Broletto di Pavia ospita l’ottava edizione di FARE festival, rassegna voluta dal Settore Cultura, Turismo e Promozione della Città del Comune di Pavia, che si pone l’obiettivo di conoscere ed interpretare i nuovi modi di “fare” musica. Protagonista di questa edizione sarà la world music, vissuta nel dialogo sempre vivo fra le tradizioni culturali di popoli e luoghi anche lontani tra loro e i generi musicali più recenti, dal rock al jazz passando per il pop.

Un percorso, dunque, che parte dall’antico per affrontare il futuro; un’occasione
per incontrare musicisti italiani e stranieri che fanno della ricerca il carattere distintivo della propria esperienza artistica. Nella suggestiva cornice del cortile del Broletto di piazza della Vittoria, proprio a ridosso dell’abside del Duomo realizzato da Bramante, si alterneranno solo artiste donne, in omaggio al 2007 indicato da Bruxelles come Anno Europeo per le Pari Opportunità.

Tra gli ospiti spiccano i nomi di Patrizia Laquidara, “next big thing” del folk-pop d’autore italiano; Ginevra Di Marco, indimenticabile vocalist dei CSI e PGR; e Mari Boine, raffinata interprete della cultura tradizionale del popolo Sami, da sempre stanziato nell’estremo nord della Scandinavia.

VIII FARE festival
Pavia, cortile del Broletto
P.zza della Vittoria
9 – 16 giugno
inizio spettacoli pore 21.30
ingresso gratuito
www.suoni.org
www.comune.pv.it
infoline: 0385.49264

Il calendario

  • Sabato 9 giugno, ore 21.30 – Patrizia Laquidara feat. Hotel Rif
    Ingresso libero
  • Martedì 12 giugno, ore 21.30 – Ginevra di Marco
    Puerto Libre Tour
    Ingresso libero
  • Mercoledì 13 giugno, ore 21.30 – Andhira
    Ingresso libero
  • Giovedì 14 giugno, ore 21.30 – Jenny Sorrenti
    in “Mediterraneide”
    Ingresso libero

  • Venerdì 15 giugno, ore 21.30 – Satureja (Finlandia)
    Wu Fei (Cina) feat. Fulvio Maras
    Ingresso libero
  • Sabato 16 giugno, ore 21.30 – Mari Boine (Sami)
    Ingresso libero

Patrizia Laquidara è catanese all'anagrafe ma cresciuta a Vicenza.
È ospite di importanti festival in Italia e all'estero con il gruppo Hotel Rif, con il quale si cimenta nel repertorio tradizionale di vari paesi del mondo (Grecia, mondo arabo, penisola balcanica, Portogallo). Con la canzone “Agisce”, ha ricevuto al Premio Città di Recanati tre riconoscimenti: "critica, migliore interpretazione e migliore musica". E' stata tra i protagonisti del Festival di Sanremo 2003, nella categoria Giovani, con la canzone “Lividi e fiori”, che le ha permesso di vincere il Premio della Critica “Mia Martini” e il Premio “Alex Baroni” per la migliore interpretazione. Nel 2005 ha composto con Paolo Buonvino “Noite e luar” per la colonna sonora del film “Manuale d’amore” di Giovanni Veronesi.

Nel 1993 Ginevra Di Marco inizia la sua avventura musicale entrando a far parte dei CSI guidati dal carismatico Giovanni Lindo Ferretti. Il sodalizio porta alla registrazione di alcuni album capolavoro della scena alt-rock italiana, da “Ko de mondo” (1993) a “Linea Gotica” (1997). Nel 1999 Ginevra intraprende la sua esperienza solista. “Trama Tenue” è il suo cd di esordio che la consacra come una delle migliori voci femminili italiane. E così nello stesso anno vince il Premio Ciampi e nel 2000 il Premio Luigi Tenco come miglior artista esordiente. Grazie alla collaborazione con Francesco Magnelli Ginevra allarga ancora i propri orizzonti e si avvicina alla musica popolare. Nasce così il progetto “Stazioni Lunari” dove Ginevra interpreta brani che spaziano dalla tradizione toscana fino a arrivare a sonorità tradizionali che provengono da varie parti del mondo.

La formazione degli Andhira è di tre voci femminili, un
percussionista e un pianoforte. Dalla ricerca sulla musica popolare
scaturisce un percorso creativo ricco di rielaborazioni di brani tradizionali, ma più frequentemente di composizioni originali nelle quali è difficile non identificarne l’origine.
Ed è proprio il concetto di percorso, di viaggio che sta alla base di questo primo lavoro discografico degli Andhira, “Sotto il vento e le vele di Fabrizio de André”, che attraverso la rielaborazione e l’interpretazione delle opere del cantautore genovese arriva l’esecuzione di brani originali del gruppo sardo. La particolarità del progetto non è sfuggita alla Fondazione “Fabrizio de André”, che ha sostenuto e patrocinato Andhira fin dai suoi esordi, coinvolgendo il gruppo in molti eventi da lei stessa realizzati.

Con il nome di Satureja si presentano Eeva Louhivuori, Tuuli ed Aili Ikonen, tre giovanissime cantanti di Helsinki. La loro ricerca artistica nasce dallo studio delle sonorità tradizionali della cultura finlandese, e si sviluppa attraverso la creazione di un universo sonoro dove è la purezza della voce sola ad essere protagonista. Nate come gruppo polifonico vocale, le Satureja hanno presto aperto la loro musica ad influenze altre, soprattutto mediate dal mondo del jazz, dando vita ad un repertorio estremamente originale, giocato su un’estrema libertà espressiva e sulla fusione tra elementi tipici del folk nord-europeo ed aperture jazz/pop. Ad accompagnare le Satureja nel loro primo incontro con il pubblico italiano sarà il pianista Samuli Mikkonen, nome di punta della scena jazzistica nord-europea.

Nata come il fratello Alan in Galles, ma napoletana di adozione,
Jenny Sorrenti si muove nel solco della canzone d’autore italiana,
che rilegge attraverso l’originale filtro del folk. Dopo gli inizi come vocalist dei Saint Just, gruppo prog degli anni ’70, esordisce come solista con l’album “Suspiro” (1976), realizzato in collaborazione con Pino Daniele, Lucio Fabbri della PFM e Peter Kaukonen dei Jefferson Airplane. La ricerca di Jenny si orienta poi verso la world music, unendo le sonorità celtiche del suo paese di origine al caldo sound latino del mediterraneo. Nascono così progetti quali “Medieval Zone” (2001), “Come grande Enfermidade” (2004) e, soprattutto, “Mediterraneide”, che presenta a Fare Festival insieme a Piero Viti (oud, chitarra classica), Vincenzo Zenobio (fisarmonica, fiati) e Marcello Vento (percussioni, batteria, cymbalo, ventolo, fiati)

Wu Fei è oggi tra le più originali ambasciatrici della musica tradizionale cinese nel mondo. Ottenuto un master in composizione presso il Mills College di Oakland, California, si è stabilita negli Stati Uniti, dove ha potuto dare continuità alla propria ricerca artistica, aprendo i propri orizzonti alle più diverse tendenze della world music. Virtuosa del guzheng, strumento a corde tradizionale cinese, Wu Fei è apprezzata performer e compositrice: ha partecipato a numerose sessions di studi musicologici presso prestigiose università americane e si è esibita nel corso di concerti e festival di musica etnica a Londra, Taipei, Pechino, New York, Cincinnati, Dallas e San Francisco. Wu Fei è accompagnata a Fare Festival dal percussionista Fulvio Maras, già a fianco di regine del pop d’autore come Ornella Vanoni, Antonella Ruggiero e Patty Pravo, ed oggi raffinato sperimentatore nel campo della world music.

Mari Boine scrive e canta nella lingua del popolo Sami, etnia che
da secoli è stanziata in Lapponia, regione che corrisponde alle terre più settentrionali dei paesi scandinavi. Il suo primo disco distribuito a livello internazionale, "Gula gula" (1989), è stato prodotto dalla Real World di Peter Gabriel, ottenendo ottime critiche sia dalla stampa che dal pubblico. A coronamento del suo crescente successo è arrivato nel ′94 un Grammy norvegese. Intense anche le collaborazioni con il teatro, la televisione e alcuni grandi del jazz, fra cui Jan Garbarek: è proprio la partecipazione al suo lavoro "Twelve Moons" per la ECM a farla conoscere al pubblico internazionale. Nel 2003 ha ricevuto il premio musicale Nordic Council per l’intuizione etnica, la forza artistica e la capacità di comunicare con gente di tutto il mondo indipendentemente dal contesto culturale.

 

         
       
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