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Sguardi Puri perché?

Per entrare nel mondo del cinema, decodificare i suoi segni, andare oltre le emozioni, le sensazioni che ci colpiscono
per prime. Perché il cinema è anche un lavoro, è sporcarsi le
mani, girando, scrivendo, guardando e recensendo dalle sale
di provincia come dai festival delle grandi città. Il cinema che
rimarrà e quello che passa. Il cinema di ieri e quello che farà tendenza… perché non sappiamo ciò che ci attende domani,
anche se in fondo, già da oggi, il cinema rimane
«un’invenzione del futuro».

SP’06- Sguardi Puri, registi/film critici/workshop a pavia è una rassegna ideata e curata da roberto figazzolo con Comune di Pavia Settore Cultura, Provincia di Pavia, UOC Beni e Attività Culturali e con l’amicizia di Luciana Migliavacca.


PROGRAMMA:

Comune di Pavia
settore cultura turismo e promozione della città
Provincia di Pavia
assessorato ai beni e alle attività culturali «luci delle città» rassegna provinciale di film di qualità
Medusa home entertainment
Regione Lombardia, culture, identità ed autonomie della lombardia
Cie attività culturali
Cinetica film club


Multisala Corallo Ritz Pavia
Sguardi Puri perché?
Per entrare nel mondo del cinema, decodificare i suoi segni, andare oltre le emozioni, le sensazioni che ci colpiscono per prime.
Perché il cinema è anche un lavoro, è sporcarsi le mani, girando, scrivendo,
guardando e recensendo dalle sale di provincia come dai festival delle grandi
città. Il cinema che rimarrà e quello che passa. Il cinema di ieri e quello che farà
tendenza… perché non sappiamo ciò che ci attende domani, anche se in fondo,
già da oggi, il cinema rimane «un’invenzione del futuro».
Buone «visioni»
Roberto Figazzolo

SP’07- Sguardi Puri, registi/film critici/workshop a pavia è una rassegna ideata
e curata da roberto figazzolo con Comune di Pavia Settore Cultura, Provincia di
Pavia, UOC Beni e Attività Culturali e con l’amicizia di Luciana Migliavacca.

sguardipuri07 –la rassegna - speciale SHOAH
gio 8 febb ore 20 al corallo ritz VOLEVO SOLO VIVERE

di Mimmo Calopresti, Ita, 2005.
Nove sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti raccontano la loro prigionia,
vittime della più devastante e folle malvagità dei tempi moderni, se non dell'intera Storia dell'umanità. Mimmo Calopresti torna al documentario e lo fa nel senso più stretto e «puro» del termine: come poteva mancare in questa rassegna? Non manca, in apertura, il filmato d'archivio in cui Mussolini annuncia il varo delle leggi antisemite sulla scorta di una supposta "superiorità razziale", quanto mai opportuno per ricordare ai sempre più numerosi difensori della tesi "italiani brava gente" le precise responsabilità italiane nello sterminio di milioni di esseri umani. Perché la vergogna non goda di alcuna amnistia. Un film di enorme importanza. Purtroppo distribuito in Italia solo in 5 copie.

A seguire OGNI COSA È ILLUMINATA (Everything is Illuminated) di Liev Schreiber, Usa 2005. Un giovane ebreo americano alla ricerca delle proprie radici europee, in un film che è un delizioso viaggio nelle problematiche del mondo di oggi.
Il romanzo di Jonathan Safran Foer, lo stile asciutto e fresco di una regia senza vezzi autoriali, un diario alla Chatwin, sapiente, attraente, affascinante, commovente.

sguardipuri07 - la rassegna
gio 15 febbraio alle Scuderie del Castello Visconteo

«cortometraggi autoprodotti dalle scuole di Pavia, Sant’Angelo Lodigiano e Catania» e a seguire ESSERE E AVERE di Nicolas Philibert, Francia 2002.
Francia, Auvergne, dipartimento di Puy Le Dome. La zona è talmente isolata che
sopravvive l'istituzione della "classe unica", dove si ritrovano bambini la cui età
copre l'intero ciclo scolastico delle elementari. Un maestro prossimo alla pensione segue tutti i suoi alunni cercando di trasmettere, oltre a un po' di sapere generale, anche qualche insegnamento etico e civico, dal rispetto reciproco all'inutilità della violenza. Nel frattempo la montagna segue, dall'inverno all'estate, i suoi ritmi.
Essere e avere (il titolo deriva direttamente dai primi due verbi che si insegnano
a scuola) rappresenta l'insolito caso di un documentario diventato un inaspettato blockbuster. Con più di un merito. Il regista Philibert, già autore dell'ottimo Il paese dei sordi, conferma di essere qualcosa di più di un mero documentarista. La macchina da presa restituisce un mondo realistico e al contempo esemplare riuscendo a non cadere mai nella retorica. E costruisce ipotesi narrative che vanno dal comico al thrilling non perdendo mai di vista il proprio obiettivo didattico. Nel genere, un piccolo e prezioso capolavoro.

sguardipuri07 - la rassegna
gio 22 febb ore 21 al corallo ritz
L’ODISSEA AL CRT di roberto figazzolo, durata 10’, Ita, 2006.
Impressioni dal centro psichiatrico di Pavia. Gli ospiti stanno preparando una versione «aggiornata e corretta» dell’Odissea di Omero, ma oggi chi è davvero un eroe? a seguire PADIGLIONE 22 di Livio Bordone, Italia 2006. Incontro con il regista Livio Bordone.

Nel 2003 Laura Marotti ha una nevrotica vita normale. Ma dal passato torna il fratello maggiore Valerio, schizofrenico sepolto vivo in una clinica privata.
Valerio scappa dalla clinica e va a morire nel Padiglione 22 del manicomio dove era stato rinchiuso da piccolo, prima che la legge Basaglia nel 1978 liberasse i degenti dalla segregazione coatta. Dal giorno della propria morte, lo spirito di Valerio comincia a tormentare Laura, già dilaniata dai sensi di colpa, dall’odio verso quel fratello che in vita gravava sulla famiglia con la sua faccia ebete e abbandonata e che, da morto, diventa presente, minaccioso, ossessivo nel ricordare a Laura tutta la sua terribile, dolorosa indifferenza.
In un crescendo di tensione e visioni oniriche che riportano Laura agli anni settanta, a vivere scorci del passato e incontri allucinanti con gli spettri dei degenti e con un Valerio più giovane, si sviluppa la lotta crudele tra il fantasma e Laura, o meglio tra Laura e i suoi sensi di colpa.

sguardipuri07 - la rassegna
gio 1 marzo ore 20 al corallo ritz ANIME VELOCI
di Pasquale Marrazzo, Italia 2003.
Incontro con il regista Pasquale Marrazzo.
Il muro di Berlino è caduto da dieci anni e la Stasi mette a disposizione documenti fino ad allora segreti: Susanna, che ha passato svariati anni in carcere senza sapere per colpa di chi, si mette quindi a cercare brandelli di un passato perduto e misterioso. Il suo viaggio nel tempo intercetta quello di un'altra anima dannata, Francesca, transgender che esercita la professione di prostituta nella stessa città assieme alla sua amica Giada. A unire le due donne, un uomo, Andreas, cliente della seconda e ambiguo referente della prima.

Film invisibile, uno dei tanti che la cinematografia italiana propone ogni anno,
girato in una città altrettanto invisibile, la Berlino post-muro, Anime veloci è un
viaggio esistenziale nella vita di due persone che vedono intrecciare indissolubilmente il proprio destino in una storia che sfocia in tragedia.
Efficace nel descrivere le emozioni e i sentimenti dei protagonisti, bene interpretati da attori semisconosciuti (l'unico volto noto è Arnoldo Foà), Anime veloci parla di amore, tradimenti, speranze e morte con pudore e senza mai scadere nel melodramma o nei cliché del genere. Un film essenziale e una scommessa vinta, anche sul piano distributivo, dal regista Pasquale Marrazzo.
A seguire L’ARIA SALATA di Alessandro Angelini, Ita, 2006.
Fabio lavora in carcere come educatore. Fronteggia ogni giorno, con le sue belle maniere, i volti segnati e gli scatti d'ira dei detenuti che vanno a colloquio da lui e s'impegna per far loro trovare a strada giusta, che conduca a un permesso o a uno sconto di pena.
Un giorno, un collega gli affida il caso di un tizio che è appena stato trasferito da un altro penitenziario: Luigi Sparti, assassino, dietro le sbarre da venti calendari… Un padre e un figlio, la storia che si ripete, che ritorna inattesa. Un esordio, alla Festa del cinema di Roma, davvero esaltante. Giorgio Pasotti bravissimo, Michela Cescon preziosa, Giorgio Colangeli sorprendente.
 

         
       
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