Il Grana Padano ed il Consorzio di Tutela:
un millennio di qualità, 50 anni di garanzia
Il
18 giugno 1954, su iniziativa di Federlatte (Federazione Latterie
Cooperative) e di Assolatte (Associazione Industrie Lattiero-Casearie),
nacque il Consorzio
per la tutela del Formaggio Grana Padano, per riunire
tutti i produttori, gli stagionatori e i commercianti del formaggio
creato poco dopo l’Anno Mille dai monaci benedettini nel
cuore della pianura padana.
Da quel giorno vigila sull’applicazione del Disciplinare
che fissa le regole di produzione, tutela il marchio ed il prodotto,
ne promuove la conoscenza e la commercializzazione. Questo impegno
quotidiano in mezzo secolo ha saputo portare il Grana Padano ad
essere il formaggio a denominazione d’origine protetta più
consumato nel mondo, dopo aver ottenuto nel 1996 il riconoscimento
della d.o.p. dall’Unione Europea.
Il Consorzio
per la tutela del Formaggio Grana Padano ha sede a
San Martino della Battaglia, in provincia di Brescia, tra le colline
intorno al Mincio ed il Lago di Garda; si trova quindi nel cuore
della zona di produzione, che si estende lungo tutta la pianura
Padana, dal Piemonte al Veneto, dalla provincia di Trento a quella
di Piacenza.
Oggi
riunisce oggi 181 caseifici produttori, 196 stagionatori e 202
ammassatori, che lo hanno reso protagonista del sistema lattiero-caseario.
Non ha fini di lucro ed accanto agli obiettivi economici pone
principi etici radicati in gente che nel proprio lavoro trova
il piacere di vivere e di fare comunità. Perciò,
il Consorzio per la tutela del formaggio Grana Padano, cogliendo
l’occasione del 50esimo anniversario della sua fondazione,
ha voluto concretizzare una forte scelta di solidarietà,
che conferma anche un impegno ed un percorso che il Consorzio
da alcuni anni ha adottato. Parteciperà infatti alla costruzione
di un Ospedale pediatrico ad Haiti, dove la mortalità dei
bambini è purtroppo al primo posto al mondo; il suo sostegno,
destinato a durare nei prossimi anni, consentirà di dar
vita al Grana Padano Nutrition Center, nel quale saranno curate
le malattie derivanti dalla malnutrizione.
Un atto naturale, per l’impegno etico che caratterizza il
Consorzio, ma anche per le qualità proprie del Grana Padano,
un autentico tesoro da mangiare.
I nutrizionisti apprezzano il Grana Padano per la pronta digeribilità
e la rapida assimilazione, dovute alla stagionatura e agli aminoacidi
liberi, pari al 20% delle proteine, che stimolano l’attività
degli enzimi digestivi.
Il Grana Padano è ricco di proteine
ad alto valore biologico. Cento grammi di formaggio, con 384 calorie,
contengono quelle di 200 grammi di carne e le sostanze nutritive
di un litro e mezzo di latte.
Abbondano i sali minerali. In 50 grammi di Grana Padano si trovano
circa 600 milligrammi di calcio, il 60% del fabbisogno giornaliero
di adulti e anziani, il 50% di quello di un adolescente e il 43%
di quanto occorre ad una donna in gravidanza o nell’allattamento.
Inoltre è ricco di fosforo, essenziale per sviluppare l'apprendimento,
di iodio, importante per il buon funzionamento della tiroide,
e di selenio. Contiene rame e zinco, che rallentano l'invecchiamento
cellulare dando tono e potenza ai muscoli, e magnesio, utile per
lo sviluppo dello scheletro e per regolare il metabolismo.
Inoltre, nel Grana Padano si trovano ben sette vitamine: A, B
1, B2, B6, B12, D, PP e E.
Grana
Padano ha uno dei suoi punti di forza nella stagionatura, per
un periodo minimo di nove mesi per il “fresco”. Il
sapore è dolce nel formaggio più giovane e si fa
più marcato e sapido in quello più stagionato.
Queste qualità hanno reso Grana Padano protagonista della
cultura gastronomica: a scaglie, grattugiato o in bocconcini,
da solo o in una ricchissima serie di abbinamenti dagli antipasti
al dessert. E lo dimostrano le ricette di grandi ristoratori e
di giovani chef.
Si esalta con la pasta di grano duro, con quelle fresche delle
varie cucine regionali e con il riso in tanti piatti tradizionali
o innovativi. Si sposa inoltre a carne e pesce, ma sa essere un
piatto anche da solo.
Per il cultori del vino, il Grana Padano meno stagionato, con
il suo aroma intenso ed invitante, si unisce quindi ad uno champagne
o ad un brut italiano prestigioso e a vini bianchi dal bouquet
persistente e fruttati. A Brunello e Barolo, corposi e sapidi,
e a rossi di media struttura si sposa bene il formaggio più
stagionato, dal sapore più deciso.
A
fine pasto, con marmellate, mostarde o miele, si accosta a Moscato,
Vin Santo, Recioto e Marsala Soleras. E dal 2005 il piacere del
Grana Padano si farà in tre, con una nuova classificazione
in base al periodo di stagionatura. L’etichetta Grana Padano
identificherà il formaggio con almeno nove mesi di invecchiamento,
la soglia minima prevista dal disciplinare che regola la d.o.p..
Accanto ad esso, i consumatori troveranno il Grana Padano invecchiato,
con una stagionatura di almeno 16 mesi, ed il Grana Padano riserva,
stagionato non meno di 20 mesi, ma con punte di oltre 24.
Si tratta di una novità al servizio della qualità
e dei consumatori e di una ulteriore difesa contro i tentativi
di imitazione di un grande patrimonio gastronomico e culturale
italiano: il Grana Padano.