
La
storia della città di Pavia si snoda lungo il corso
del Ticino, che fu da sempre la sua ricchezza e la sua fortuna.
Anticamente l’insediamento di Papia Vegia esisteva più
a ovest, ma fu l’indicazione di una colomba che fece
decidere ai suoi abitanti di costruire Pavia dove si trova
oggi. Il luogo della fondazione, che risale ad oltre duemila
anni fa, corrisponde all’attuale chiesa di San Tommaso
e con essa comincia la storia di Ticinum. Inizialmente la
città godette di una posizione strategicamente importante
per il controllo del traffico fluviale; divenuta municipio
e poi centro portuale, come colonia romana, Pavia cadde nel
VI secolo d.C., sotto il dominio dei Longobardi di Alboino.
Sotto il regno di Teodolinda, che converte la città
al cattolicesimo, Pavia conosce un momento di grande splendore
e fortuna: quasi tutto il centro della città oggi conserva
i tratti tipici dell’insediamento longobardo, nonostante
gli interventi in epoca romanica, a cui si devono le più
belle chiese e basiliche della città, e gli abbellimenti
rinascimentali e settecenteschi.
Durante l’impero dei Carolingi, Pavia continua a svilupparsi
come città capitale di regno; in seguito, ribellandosi
ai Sassoni, i Pavesi fondano il libero Comune.
Durante l’età delle Signorie, i Signori di Milano
estendono il loro dominio anche su Pavia. Ad essi si deve
la costituzione dell’Università degli Studi,
la costruzione del Castello Visconteo, della Certosa e del
collegamento navigabile tra Milano e Pavia. Vi proponiamo
un giro della città attraverso un percorso non propriamente
turistico, ma sicuramente conoscitivo: da Viale Campari a
Porta Garibaldi inizia il centro storico che ci introduce
nella storia romanica di Pavia con la chiesa dei S.S. Primo
e Feliciano. Proseguendo verso ovest si giunge fino a piazzetta
Azzani, dove è opportuno fermarsi per ammirare San
Michele, esempio del massimo splendore che visse Pavia in
epoca romanica; la basilica fondata nel VII sec. fu ricostruita
nel 1117 dopo il terremoto che sconvolse tutto il settentrione.
Lasciandoci alle spalle la suggestiva chiesa in pietra arenaria,
proseguiamo verso il Lungo Ticino Sforza.

Saremo colpiti dalla vista del Ponte Coperto, rifacimento
del preesistente ponte trecentesco, distrutto durante la Seconda
Guerra Mondiale, che conserva l'idea di quello che fu il progetto
dei Visconti: creare un prolungamento della via, che dal Castello
portava direttamente al fiume (l’attuale Strada Nuova),
centro nevralgico del commercio e degli scambi, dove confluivano
le navi cariche di merci. Dal Lungo Ticino si nota immediatamente,
al di là del ponte, il quartiere Borgo Basso, un tempo
zona di artigiani, pescatori e lavandaie: è uno degli
angoli più suggestivi della città, caratteristico
e inconfondibile per il susseguirsi serrato di case allineate
sulla riva destra del fiume. Qui si può ammirare la
Statua della Lavandaia, ancora oggi uno dei simboli della
città. Passando il ponte, continuando per il Lungo
Ticino Visconti incontriamo una delle ultime porte visibili
di Pavia, Porta Calcinara, testimonianza delle antiche Mura;
proseguendo verso nord arriviamo in piazza del Duomo (XV sec.),
dove ammirare la cupola della Cattedrale che per dimensioni
è la terza in Italia.
Aggirando il Duomo, sempre verso nord, ci troviamo in piazza
Vittoria, centro di Pavia, incrocio tra gli antichi cardo
e decumano (oggi Strada Nuova e Corso Cavour), con il Broletto,
sede Municipale fino al 1875, noto come Domus Rubea, la Casa
Rossa, per l’inconfondibile colore rosso dell’intonaco.
Il giro della città ci porta in Strada Nuova, dove
incontriamo la sede centrale dell’Università,
poco più avanti il Teatro Fraschini (1771-1773), fino
a raggiungere, al termine dell’ex decumano, il Castello
Visconteo, risalente al XV sec., ora sede dei Musei Civici.
Piazza Castello conclude anche Viale Matteotti. Al di là
di questa arteria del traffico cittadino è nascosta
l'ultima, ma non per questo meno affascinante, bellezza della
città che vi proponiamo: la chiesa di San Pietro in
Ciel d’Oro (XII sec.), nell’omonima piazza, mirabile
testimonianza dell’eredità romanica in città.