Vigevano la ducale Una delle più belle piazze d'Italia,
un castello "gemello" e l'industria della scarpa
Mortara la pellegrina Posta sulla Via Francigena, da sempre
al centro dei percorsi spirituali d'Europa
Robbio l'industriosa L'altra faccia della Lomellina, quella proiettata
verso i mercati internazionali
Mede la preromana Testimonianze archeologiche ne confermano
l'antichissima origine celto-ligure
Lomello la storica Le glorie remote del borgo
che ha dato il nome a un'intera pianura
Nel cuore della Lomellina, sorge il secondo centro per estensione
e popolazione della provincia di Pavia: Vigevano. La città,
raccolta intorno alla bellissima Piazza Ducale, esempio perfetto
dell'architettura rinascimentale, fu meta prediletta degli
Sforza e soprattutto di Ludovico il Moro che qui si circondò
di una corte illustre, frequentata da intellettuali e artisti,
tra cui spiccano i nomi del Bramante e di Leonardo da Vinci.
Fu proprio dal '300 al '500 che Vigevano visse il suo momento
di massimo splendore.
Definita la perla
più rappresentativa del Rinascimento Italiano, è
ricca di monumenti di età viscontea e sforzesca: sulla
celebre piazza si affaccia il Duomo, raro esempio di architettura
barocca; nei pressi troviamo il Castello Visconteo, sorto in
periodo antichissimo, riedificato da Luchino Visconti nel 1345
e finemente abbellito da Ludovico Il Moro, che ne commissionò
al Bramante, già autore della Piazza Ducale, il progetto
di risistemazione; la cosiddetta Torre del Bramante, eretta
tra il 1492 e il 1494 sui resti di una precedente, funge da
ingresso d'onore al Castello come simbolo della città.
Da sempre considerata capitale economica e industriale della
provincia, nel corso dei secoli Vigevano ha visto sorgere fiorenti
iniziative in ogni direzione. Spesso ha concentrato i suoi sforzi
verso una particolare industria: prima quella degli arazzi,
poi dei cappelli e più recentemente quella delle calzature.
In quest'ultima ha raggiunto traguardi di rilevanza mondiale.
Nata in forma artigiana, questa attività economica, poco
dopo la metà del XIX secolo, ha improvvisamente assunto
una precisa dimensione industriale. Per questo motivo la città,
dopo aver eretto in una sua piazza il Monumento al Calzolaio
d'Italia, ha sentito la necessità di celebrare in modo
più completo il proprio ruolo di capitale della calzatura,
conferendo dignità culturale a una quotidiana attività
economica.
E' così nato il Museo della Calzatura, meta di interessati
visitatori provenienti da tutto il mondo.