Cosa
cucina la tradizione portata dopo portata
Scegliere
di sedersi a tavola in una delle tante osterie della provincia
di Pavia è un'esperienza che non lascia mai insoddisfatti.
Gianni Brera, "figlio legittimo del Po" come amava
definirsi, ha raccontato più volte la bellezza gastronomica
della sua terra (era nato a San Zenone), amandone il vino
(è sua la descrizione dell'Oltrepo "a forma di
grappolo d'uva" e apprezzandone le ricette. Ogni prodotto,
o ingrediente, che collabora alla creazione di un piatto di
questa zona è sinonimo di qualità, freschezza
genuinità. La Lomellina, il Pavese e l'Oltrepo custodiscono
il segreto di una terra generosa e fertile, che non hai mai
tradito le aspettative di un buon raccolto o di un'ottima
produzione. Oltreweb vi propone un menu, o forse una storia,
che vuole essere un viaggio di esplorazione alla scoperta
dei sapori di queste terre, passando per le sue ricette più
famose. Perché siate naturalmente voi a giudicare.
Cominciamo dall'antipasto
Gran misto d'oca - I sapori della pianura
Salame d'oca di Mortara, prosciutto d'oca, petto d'oca affumicato,
petto d'oca alle erbe, paté d'oca. Tanti assaggi gustosi
ci portano direttamente alla scoperta di una delle specialità
della nostra provincia: il luculliano volatile che in Lomellina,
già dal 1200, si gustava come validissima alternativa
al maiale.
Il tagliere di salumi - Dalla collina le regole per gustare
il maiale
Coppa, lardo, pancetta, salame e cacciatorino, perchè
al maiale proprio non si può dire di no (ci scusiamo
con i vegetariani a cui consigliamo direttamente di passare
al risotto di Voghera o alla mostarda) Quattro modi per apprezzare
il miglior maiale, che viene lavorato con superba maestria.
Nelle tante cantine dell'Oltrepo riposano gli insaccati perché
il sapore che restituiscono il salame o il lardo mantenga
il profumo del luogo dove è stato prodotto.
Salame di Varzi
Le montagne dell'Oltrepo non troppo alte, che guardano al
mare di Genova, godono di un clima particolare, e forniscono
l'ambiente adatto per l'allevamento dei suini. Da queste particolare
condizioni nasce un salame a grana grossa, il salame di Varzi
che assaporato con fette di miccone (il pane dell'Oltrepo)
da solo vale il pasto. Nota sin dal XII secolo la ricetta
del salame di Varzi è passata di mano in mano (o da
bocca in bocca) e oggi, come mille anni fa, garantisce al
prodotto un'autenticità e un'originalità difficilmente
riproducibili.
Passiamo al primo ...
Ravioli di brasato
Della
cucina pavese si può sicuramente affermare che fa
un uso amabile e ricco di lardo e burro. Dall'uso di questi
ingredienti le carni, stufati e brasati, gli intingoli,
la pasta fatta a mano si saturano di sapori e di gusto.
Forse non troppo adatti ai cultori delle diete, ma piacevolmente
conformi ai palati sopraffini, lardo e burro danno il meglio
di se nella lunghissima preparazione del brasato: da questo
poi non ci resta che suggerire la ricetta che gli fa più
onore. I ravioli di brasato, piatto tipico, anche sulle
tavole natalizie, con brodo di carne ben speziato, o asciutti,
con ragù dello stesso. Possiamo suggerire una squisita
alternativa nella cottura della carne: appoggiate il manzo,
scelto per il brasato, su di un letto di cipolla di Breme,
una particolare varietà di cipolla rossa, coltivata
in Lomellina, di antichissime origini. Per quanto ormai
siano molto pochi gli agricoltori che la producono, -richiede
notevole attenzione la preparazione dei semi - è
talmente particolare il sapore di questa cipolla da meritarne
l'acquisto e l'assaggio.
Risotto di Voghera
La
versatilità del celebre chicco d'avorio è
ben conosciuta: le diverse qualità del riso, che
si accompagnano ai nostri piatti più comuni, non
ci devono distrarre dalla sua antica e ineccepibile pratica:
il risotto. L' Arborio è sicuramente il riso più
adatto, i peperoni, quelli rossi detti "di Voghera",
sanciscono un'unione perfetta di tipicità.
Zuppa alla pavese
Buona
e semplice questa ricetta raccoglie la tradizione della
cucina povera della zona. Pochi ingredienti semplici e sostanziosi,
per un piatto che riassume l'anima della provincia. In una
casseruola mettete a friggere nel burro (e che sia in quantità
abbondante) le fettine di pane, facendo attenzione che la
crosta si dori ma che all'interno restino morbide. In ogni
scodella disponete due fettine di pane, sopra sgusciatevi
due uova freschissime (facendo attenzione a non rompere
i tuorli), spolverizzate con una cucchiaiata abbondante
di parmigiano reggiano e terminate versando brodo bollente
(meglio di carne e di carni miste- maiale, manzo, vitello)
ma non sopra i tuorli.
Polenta con lepre in umido
Ve
lo proponiamo come primo, ma andrebbe benissimo come piatto
unico o come secondo. La polenta - la farina sceglietela
di queste zone: il granoturco e il frumento che illumina
le colline d'oro in estate è una garanzia - in questo
caso è accostata alla lepre, selvaggina abbondante
nelle prime montagne dell'Oltrepo Pavese, ma andrebbe benissimo
anche con il cinghiale che certo da queste parti non manca.
La preparazione della cacciagione deve giovarsi del vino:
le migliori etichette della provincia sono a vostra disposizione!
... poi al secondo
Rane in guazzetto
La presenza di numerosi corsi d’acqua ha permesso,
negli anni, l’elaborazione di piatti con ingredienti
legati a questo tipo di habitat, in particolare rane, anguille
e pesci d’acqua dolce. Ingredienti che purtroppo sono
sempre più difficile da trovare, a causa sia del
minor favore incontrato dal consumatore, sia a causa della
scomparsa delle materie prime, dovute all’inquinamento
delle acque, così come è già successo
ai gamberi d’acqua dolce, un tempo numerosissimi.
Sono da considerarsi quindi una prelibatezza e meritano
di essere assaporate almeno una volta nelle vita. Nel pavese
è ancora abbastanza semplice trovare piccole osterie,
sugli argini o lungo le risaie, che preparano queste rarità.
Uova al tegamino con tartufo della Valle Staffora.
Nascosti
nel sottobosco dell'Oltrepo Pavese non è raro, fatta
eccezione le conseguenze di stagioni particolarmente afose
come l'estate 2003, trovare tartufi. Da queste parti esiste
un'antica tradizione di tartufai, i cercatori di questo
prezioso tubero, tanto apprezzato dai buongustai... L'Oltrepo
è infatti uno dei più importanti mercati a
livello nazionale del tartufo. Bianco, il più raro,
nero e la scorzana - un tartufo molto più comune,
dal sapore gradevole e leggero - si trovano tutti in questa
terra, meno conosciuta rispetto al vicino Piemonte ma sicuramente
altrettanto feconda.
Torta salata con salsicce e funghi
Delle
tante virtù dei suini della zona ne abbiamo già
parlato...certo non poteva mancare un abbinamento che sublima
la salsiccia e ci introduce ai profumo e al sapore dei funghi
dell'Oltrepo.. Sotto i faggi, i pini e gli abeti, nel sottobosco
dell'Appennino nell'alta Valle Staffora è semplice
trovare il carnoso porcino, ma anche finferli, chiodini,
pioppini e i gustosi ovuli.
Gli asparagi di Civalegna
Per
il loro sapore così esclusivo sono adatti ad ogni
ricetta dalla più semplice alla più raffinata.
In Lomellina in particolare a Civalegna il terreno sabbioso
è diventato l'habitat ideale per asparagi di particolare
pregio e qualità. Delicato, tenero, saporitissimo,
l'asparago, da più di cinquecento anni, è
protagonista delle mense di questi luoghi. Lo si può
raccogliere da marzo a maggio, lungo le rive del Ticino,
periodo in cui è particolarmente fresco e appetitoso.
Formaggi
Capita
spesso nell'alto Oltrepo vedere pascolare greggi di capre
e mucche sui crinali delle colline. Nell'economia locale
la produzione di formaggi caprini e vaccini occupa un posto
fondamentale, grazie alla spinta imprenditoriale dei giovani
produttori che si sono installati nuovamente in queste zone.
Riprendendo le antiche tecniche di allevamento hanno riproposto
in una variante nuova tipologie di formaggio ormai dimenticate:
è il caso della Molana, formaggio vaccino a pasta
molle o del Crosta Fiorita, caprino stagionato, ottimo e
saporitissimo.
Dolcezze
La torta paradiso.
Si
perde nelle notti del Medioevo, tra i monaci della Certosa
di Pavia, la ricetta gustosa, e aggiungiamo noi, ingegnosa,
della Torta Paradiso. Perché sembra semplice - solo
uova, burro, farina, fecola e zucchero - ma in realtà
non riesce mai soffice, leggera e squisita come se preparata
dai mastri pasticceri della città. Siamo sicuramente
d'accordo però con l'appellativo divino che un tempo
le fu dato, e che ancora oggi conserva, a testimonianza
di tanta bontà.
La mostarda
Prodotto di punta dell'azienda alimentare vogherese, la
mostarda, o meglio le tecniche di canditura della frutta
e la sua conservazione risalgono al Medioevo. Gian Galeazzo
Visconti, signore di Milano, nel 1397, infatti, ne richiedeva
al podestà di Vogherà un mastello. Dal sapore
particolarissimo, perché la frutta candita è
immersa in uno sciroppo aromatizzato alla senape, la mostarda
è una prelibatezza, originaria di queste zone, che
ha conquistato ormai i palati di tutt'Italia. Nel Pavese
la si accosta ai bolliti e ai formaggi.
E il Vino?
L'eccellenza
dell'Oltrepo sta sicuramente nel frutto dei suoi filari:
i vigneti che si susseguono su tutta l'estensione collinare
sono all'origine di vini d'alta qualità. Le numerosissime
cantine lo dimostrano ad ogni vendemmia. Dai rossi più
corposi, come la bonarda invecchiata o il barbera, ai bianchi
leggeri e profumati, come il riesling italico o gli spumanti.
Non abbiate timore, difficilmente sarete delusi da un bicchiere
di vino offerto dalla gente di questi luoghi: la certezza
che vi possiamo dare è che non tornerete mai a casa
senza una nuova bottiglia da aggiungere alla vostra cantina...
ma questo è un altro viaggio!