Le DOC Sono 16 i nomi che significano
eccellenza: sinonimo di una qualità...
Convivialità
Da
sempre il vino si identifica anche col piacere della compagnia,
elemento quindi di convivialità che da diverse epoche
ha allietato l'uomo anche nei momenti del relax. Da taluni
citato come "figlio del Demonio", dai più
come "dono di Dio" ha trovato in tutte le epoche
in vari popoli grandi estimatori. Il popolo ebraico ha saputo
ben valutare tale liquido alimento anche dal punto di vista
edonistico raffigurandolo spesso come simbolo di amicizia
e di allegria, a differenza per esempio dei Romani che spesso
preferivano la quantità alla qualità, di norma
esagerando. Ciò li ha portati a capire che come tutti
gli alimenti anche questo andava assorbito in quantità
misurata. Varie le citazioni relative alla giusta dose di
vino da bersi e agli effetti più o meno positivi del
medesimo.
Si riporta, ad esempio, quella del filosofo Apuleio Medaurense
che ha stilato una scaletta relativa agli effetti del vino
nell'uomo.
Nove per lui erano i gradini del bere:
- primo bicchiere:
giova alla salute - secondo bicchiere:
giova al buonumore
- terzo bicchiere:
giova al piacere
- quarto bicchiere:
apre le porte dell'ebbrezza
- quinto bicchiere: favorisce l'ira
- sesto bicchiere:
fa scoppiare le liti
- settimo bicchiere:
fa emergere il furore
- ottavo bicchiere:
fa pervenire al sonno profondo
- nono bicchiere:
apre a grave malattia
Testo liberamente tratto da "Galassia
Vino"
di Mario Maffi, enologo