Vino
Degustazione d'Oltrepo
fra scienza e sensi


L'Oltrepo in un bicchiere
Con Mario Maffi alla scoperta
dei vini dell'Oltrepo Pavese


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Cos'è il vino?

Chi per piacere, chi per tradizione, chi per abitudine, in tanti si sono avvicinati al vino e si può asserire che l'italiano medio consuma abitualmente tale prodotto. In quanti, però, si sono realmente posti il quesito "Cos'è il vino?". In realtà, dietro a questo termine così breve quanto incisivo in qualsiasi lingua lo si pronunci si nasconde un universo di emozioni e di fattori. A scuola si insegna che il vino è un prodotto idro-alcolico perché le due componenti maggiori sono rappresentate appunto dall'acqua (circa l'80 per cento) e dall'alcool (circa il 12 per cento). Il rimanente 8 per cento circa è rappresentato da metalli, sali minerali, sostanze proteiche, vitamine, acidi organici, antociani, falvoni, aldeidi ecc...
Ma, dietro alla chimica, c'è soprattutto una lunga storia. Che inizia molti e molti secoli fa…


C'era una volta il nettare di Bacco
Di pari passo con la storia dell'uomo viene tramandata la storia del liquido "caro a Bacco". Di fatto, unitamente ai cereali e ai prodotti spontanei naturali, da sempre sta alla base dell'alimentazione mediterranea. Il vino si ritrova regolarmente proposto da questo e quell'altro popolo sempre come prodotto essenziale.


Le antiche civiltà e i popoli navigatori

Il popolo ebraico trasmise molte citazioni dedicate al vino.
La Bibbia, ad esempio, lo riporta oltre 300 volte. Testi, greci e romani, sono veri e propri trattati di viticoltura ed enologia. Basti ricordare Omero, Virgilio, Plinio il Vecchio e Columella. Significativo è anche citare quanto sia stato importante o addirittura basilare il consumo del vino da parte dei popoli passati alla storia come abili navigatori. Tale prezioso liquido, infatti, era per loro un insostituibile integratore alimentare in gradi di compensare certe carenze nutrizionali apportatrici di malattie quali scorbuto e pellegra. In merito è bene ricordare i Fenici prima e successivamente i greci, i Romani e, da ultimi, i Veneziani che favorirono la diffusione nell'area mediterranea di vitigni provenienti da zone diverse e atti a produrre vini a loro graditi (ad esempio, il vitigno Malvasia, che i Veneziani conoscono sulle coste greche, trapiantano a cipro e, dopo adeguate sperimentazioni, diffondono nel nord-est d'Italia, trasformando in breve all'ononimo vino in un prodotto di prestigio). La storia marinara ci tramanda anche il fatto che alcuni prodotti molto importanti del settore siano da accreditarsi agli Inglesi e ai loro gusti specifici: Marasala, Madera, Cherry e Porto. Quest'ultimo prodotto è ancora oggi controllato per la quasi totalità da capitale inglese. 


Testo liberamente tratto da "Galassia Vino"
di Mario Maffi, enologo.

 
   
         
       
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