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eccellenza: sinonimo di una qualità...
Degustare
L'avvicinarsi
al vino è spesso un fatto naturale per l'italiano
medio. In tanti però, per fortuna, si sono resi conto
che è preferibile assaporare il prodotto che non
trangugiarlo. Tutto ciò porta automaticamente a dei
quesiti personali del tipo "perché mi piace?",
oppure "perché non mi piace?". Da qui l'esigenza
di ricercare attraverso l'analisi sensoriale le risposte
ai succitati quesiti. Quindi non basta bere ma degustare
per venire appunto attraverso una certa logica d'assaggio
che coinvolge gli organi sensoriali alla quantificazione
di certi giudizi, sinonimo spesso anche di cultura del prodotto.
Chi riesce ad approfondire tale pratica può di fatto
scoprire un mondo veramente nuovo ed affascinante. Difficile
che un buon conoscitore del vino incappi tra l'altro in
quelli che sono gli aspetti negativi del prodotto. La prima
scheda d'assaggio italiana è stata concretizzata
dall'enotecnico Emilio Sernagiotto, uno dei nostri in quanto
casteggiano, che per anni ha rappresentato l'Italia nelle
commissioni d'assaggio mondiali. Gran naso il suo, ma soprattutto
grande cervello e non solo per il vino.
Uomo di cultura con grande sensibilità verso l'arte
in genere con una predilezione particolare per la musica
jazz. Tornando al vino, egli afferma: "Degustare significa
indagare razionalmente, senza pregiudizio alcuno, impegnando
tutti i sensi di cui disponiamo per classificarne, attraverso
l'analisi sistematica pregi e difetti. Scevro da ogni prevenzione,
con la massima obiettività il degustatore deve concentrarsi
per esprimere un giudizio coerente spassionato, basandosi
su regole e metodologie ben precise. Va detto che, per arrivare
a buoni livelli di assaggio, occorre molto impegno, costanza
e quella predisposizione innata che può dare il 'tocco
di classe in più'. Una persona per poter serenamente
ed obiettivamente assaggiare e giudicare un vino deve essere
in ottimo stato di salute; guai a raffreddore o a qualche
allergia in corso. Elementi estranei quali odori o rumori
non devono distogliere l'interessato della sua concentrazione,
è necessario, per ben poter operare, avere a disposizione
un locale idoneo, isolato acusticamente, con pareti bianche
ed illuminato da luce diretta. Anche l'umidità e
la temperatura dell'ambiente sono determinanti per la buona
riuscita del tutto. L'assaggiatore serio deve giudicare
senza consultare i colleghi, non superare mai i 7-8 campioni
da giudicare ed operare possibilmente nella tarda mattinata.
Punto
importante anche l'oggettistica al servizio del degustatore:
banco d'assaggio, cavatappi, termometro da vino ma, soprattutto,
il tipo di bicchiere. Non si vuole certamente, in poche
righe, descrivere tutto quanto inerente alla tecnica dell'assaggio
ma semplicemente far capire all'attento consumatore che,
quando ci si avvicina ad un buon bicchiere di vino, per
poterlo valutare attentamente, è bene che si seguano
certe regole, ad esempio:
- escludere i gusti personali
- concentrarsi nel modo più
assoluto
- seguire attentamente ogni
movimento del vino fino dalla stappatura
della bottiglia
- conoscere del prodotto in
oggetto le origini, la denominazione, il vitigno
o i vitigni di base.
- è bene, di contro,
non sapere mai il nome del produttore al fine di evitare
simpatia o antipiatia precostituite
- fare continua palestra d'assaggio
Testo liberamente tratto da "Galassia Vino"
di Mario Maffi, enologo.