L'Oltrepo in un bicchiere
Con Mario Maffi alla scoperta
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Vino e mitologia

La mitologia è, fra tutte le rappresentazioni, quella che meglio esprime la duplice natura del vino e con essa, anche la duplice natura dell'uomo. Lungo la storia della civiltà, il vino è sempre stato consederato misticismo e trasgressione; è innalzamento dello spirito, ma strumento di perdizione, in una doppia accezione che lo stesso Dioniso, Bacco per i Romani, incarna perfettamente: è infatti un satiro, mezzo uomo e mezzo capro, quasi a voler significare l'estrema ambivalenza, o convivenza, all'interno della stessa persona, di umanità e bestialità che il bere vino - in eccesso - rende evidente.
Il mito e il vino sono entrambi strumenti della ricerca di un senso, descrivono il desiderio dell'uomo di oltrepassare i propri limiti, materiali e mortali, perchè è in questo perenne sforzo che la vita assume un significato più alto. Come la religione cristiana non mette termine alla vita, attraverso il mistero dell'esistenza ultraterrena, la mitologia affida al vino quell'estasi liberatoria e rivelatrice che è soprattutto superamento della propria individualità.
Il vino quindi è bene e male, è lecito e inlecito, è vizio e virtù: per non soccombere a questa dicotomia di eccessi l'unica sintesi possibile, suggerita dalla stessa saggezza antica, è la ricerca della misura, perchè il vino doni gioia, sia utile all'ispirazione filosofica e poetica, rallegrando il cuore dell'uomo senza ebbrezza.


La scheda di Bacco

La leggenda racconta che Dioniso, figlio di Zeus e di una mortale, Semele, nacque addirittura due volte. La madre infatti fu uccisa dalla vendetta della gelosa Era - che mai perdonava le amanti del suo divino consorte - quando ancora non aveva messo al mondo il fanciullo. Attirata con un tranello, Semele fu fulminata dai dardi infuocati del re degli dei di cui nessun mortale poteva reggere la vista. Zeus riuscì comunque a salvare il feto di Bacco, che completò la propria gestazione all'interno della sua coscia. Per sottrarre il fanciullo a nuove ire della moglie, Zeus lo affidò alle cure delle ninfe di Nisa. Una volta cresciuto Dioniso si allontanò dalla casa scelta dal padre e viaggiò a lungo per il mondo insegnando all'uomo la coltivazione della vite che lo stesso aveva creato. Per questo Dioniso è dio della vegetazione e della terra fertile, oltre che della vite e del vino. Ad esso erano collegati i riti orgiastici e il mito delle Baccanti.

 
   
         
       
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