| Vino
e mitologia
La
mitologia è, fra tutte le rappresentazioni, quella
che meglio esprime la duplice natura del vino e con essa,
anche la duplice natura dell'uomo. Lungo la storia della civiltà,
il vino è sempre stato consederato misticismo e trasgressione;
è innalzamento dello spirito, ma strumento di perdizione,
in una doppia accezione che lo stesso Dioniso, Bacco per i
Romani, incarna perfettamente: è infatti un satiro,
mezzo uomo e mezzo capro, quasi a voler significare l'estrema
ambivalenza, o convivenza, all'interno della stessa persona,
di umanità e bestialità che il bere vino - in
eccesso - rende evidente.
Il mito e il vino sono entrambi strumenti della ricerca di
un senso, descrivono il desiderio dell'uomo di oltrepassare
i propri limiti, materiali e mortali, perchè è
in questo perenne sforzo che la vita assume un significato
più alto. Come la religione cristiana non mette termine
alla vita, attraverso il mistero dell'esistenza ultraterrena,
la mitologia affida al vino quell'estasi liberatoria e rivelatrice
che è soprattutto superamento della propria individualità.
Il vino quindi è bene e male, è lecito e inlecito,
è vizio e virtù: per non soccombere a questa
dicotomia di eccessi l'unica sintesi possibile, suggerita
dalla stessa saggezza antica, è la ricerca della misura,
perchè il vino doni gioia, sia utile all'ispirazione
filosofica e poetica, rallegrando il cuore dell'uomo senza
ebbrezza.
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La scheda di Bacco
La leggenda racconta che Dioniso, figlio di Zeus e di una
mortale, Semele, nacque addirittura due volte. La madre infatti
fu uccisa dalla vendetta della gelosa Era - che mai perdonava
le amanti del suo divino consorte - quando ancora non aveva
messo al mondo il fanciullo. Attirata con un tranello, Semele
fu fulminata dai dardi infuocati del re degli dei di cui nessun
mortale poteva reggere la vista. Zeus riuscì comunque
a salvare il feto di Bacco, che completò la propria
gestazione all'interno della sua coscia. Per sottrarre il
fanciullo a nuove ire della moglie, Zeus lo affidò
alle cure delle ninfe di Nisa. Una volta cresciuto Dioniso
si allontanò dalla casa scelta dal padre e viaggiò
a lungo per il mondo insegnando all'uomo la coltivazione della
vite che lo stesso aveva creato. Per questo Dioniso è
dio della vegetazione e della terra fertile, oltre che della
vite e del vino. Ad esso erano collegati i riti orgiastici
e il mito delle Baccanti. |