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La religione e il vino
Da
quando l'uomo ha conosciuto il vino, ha subito imparato ad identificarlo
come frutto miracoloso e da qui l'esigenza per lui di legarlo
ad un dio. Le religioni politeiste hanno via via simboleggiato
con diversi personaggi il dio di tale liquido. Importantissimo
ovviamente Bacco nelle sue sfaccettature (Dionisoe Lieo) che
da sempre ha giustificato le sbronze collettive dei Greci, dei
Romani e di altri popoli a loro legati. Il dio Bacco si soleva
rappresentare attraverso il suo prelibato nettare con la formula
del buonumore e dell'amore e non si perdeva occasione all'epoca
per ricordarlo in modo esemplare! Ma anche la religione ebraica
dedica ampio spazio a questa ambrosia, facendola assurgere spesso
a simbolo religioso importante. Potremmo quasi azzardare che
il primo testo tramandatoci relativo al mondo vitivinicolo meritevole
di grande attenzione può essere identificato con la sacra
Bibbia. Oltre 300, infatti, sono le citazioni relative a tale
settore, la maggior parte ben mirate e finalizzate. Il Cristo
apre la serie dei miracoli con le nozze di Canaan e non è
casuale per il suo popolo che proprio un prodotto importante
quale il vino possa essere stato momento così essenziale
da parte del Messia.
Il
vino unitamente al pane (cereali) e all'olio d'oliva costellano
la vita di Gesù, che alla fine lascerà in eredità
ai suoi discepoli e ai suoi seguaci il vino come simbolo del
suo sangue e il pane come simbolo del suo corpo, prodotti
che per circa altri due millenni hanno significato la base
alimentare dell'area mediterranea. Nel contesto della religione
cristiana è bene anche inserire un seguito di citazioni
e di miracoli che vedono come protagonista il vino in genere:
San Francesco favorisce, in quel di Rieti, una produzione
di buon vino da pochi grappoli d'uva. La nostra nazione non
poteva avere santo patrono più adatto!
Sant'Antonio, da buon portoghese, rallegra in quel di Marsiglia
un oste ricolmandogli di buon vino la botte trovata smezzata.
Santa Francesca romana favorisce la fruttificazione di viti
ormai secche.
Nelle varie epoche sta di fatto che dobbiamo al clero il mantenimento
del patrimonio viticolo che ancora oggi rimane importante
per questa religione.
Testo liberamente tratto da "Galassia
Vino"
di Mario Maffi, enologo