L'Oltrepo in un bicchiere
Con Mario Maffi alla scoperta
dei vini dell'Oltrepo Pavese
Storie di vino e Oltrepo
Dai romani verso il futuro un poercorso
di qualità e consapevolezza
Cos'è
il vino?
Tutela
del territorio
Aspetto
economico
Viti
e vitigni
Vino:
istruzioni per l'uso
Le facili regole per bere bene
e i segreti per bere meglio
Divertirsi
in cantina
Le facili regole per bere bene
e i segreti per bere meglio
Prosit!
Alla vostra salute
Sacro
e profano
Il vino come metafora
tra peccato e virtù
Le aziende vitivinicole
Assaggi e scoperte,
il fascino e la cultura del bere...
Il Consorzio Tutela Vini
Il Consorzio Tutela vini O.P.,
nato nel 1961, è l'organismo...
Le DOC
Sono 16 i nomi che significano
eccellenza: sinonimo di una qualità...
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Tutela del territorio
L'Oltrepo
Pavese è significato da una realtà unica per
il settore vitivinicolo: l'alta frammentazione del territorio.
Qualificata altresì da un'ubicazione assolutamente
favorevole rispetto alle città del nord-ovest, tale
zona vanta una tradizione secolare e una grande vocazione
per la produzione di uve atte a dare vini di qualità.
E' comprensorio che va orgoglioso della presenza di ben cinque
cantine sociali, di aziende agricole e commerciali leader
del settore, nonché di una nutrita schiera di strutture
medio-piccole alla ricerca di una precisa identità.
Tale ricerca da parte delle aziende oltrepadane poggia su
presupposti positivi che lasciano pensare in modo ottimistico
al prossimo futuro. Il senso imprenditoriale proposto dalle
aziende medio-grandi ed il rapido ricambio generazionale favorisce
l'inserimento di giovani appassionati, normalmente supportati
da basi tecnico-culturali concrete e di spessore. Agronomi,
enotecnici, enologi ecc., rappresentano la nuova realtà
del settore vitivinicolo ed hanno le idee chiare sulle difficoltà
a cui vanno incontro: impegno, predisposizione e professionalità
si fondono di pari passo con l'onere economico, la valutazione
dei costi di produzione, la filosofia produttiva e le scelte
commerciali di una così grande avventura.
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Se a questo si aggiunge che alcuni tra i grandi gruppi del
settore hanno espresso la volontà di investire in zona,
riconoscendole un'eccellenza territoriale dal punto di vista
paesaggistico e topologico, si capisce che l'Oltrepo ha tutte
le carte in regola per pensare ad un grande rilancio. Proviamo
ad immaginare l'Oltrepo senza la presenza continua dell'uomo
che attraverso il suo operato, oltre ad ottenerne un reddito,
risulta di fatto essere il custode più importante del
terreno. Soprattutto laddove il viticultore ha capito cosa
vuol dire buona gestione del vigneto, infatti, certi problemi
sono stati abbondantemente contenuti. Il riferimento corre
veloce verso drenaggi ben effettuati, verso coli costantemente
puliti, ma in particolare all'inerbimento dei vigneti, pratica
questa che sta azzerando praticamente il dilavamento del terreno
e con esso tutti i problemi collegati. Solo la presenza di
una viticoltura importante che giustifica un reddito potrà
garantire una continuità di presenza da parte degli
abitanti dell'Oltrepo. |
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In
quest'ottica di sviluppo futuro sono da considerare nuovi
elementi a cui dare rilievo. Occorre, per esempio, individuare
almeno un paio di vini che possano diventare simbolo del territorio,
sui quali giocare il messaggio promozionale, due nomi che
possano essere immediatamente associati all'Oltrepo; bisogna
facilitare l'accorpamento aziendale, definendo le dimensioni
delle realtà famigliari e imprenditoriali; fare tesoro
di quell'importante strumento che è la zonazione, pensato
dall'amministrazione provinciale, al fine di favorire l'impianto
del giusto vitigno con il relativo porta innesto mirato al
massimo della qualità finale; e infine, puntare sulla
formazione degli operatori, con corsi professionali che creino
figure competenti sia nell'ambito viticolo, gestionale, sia
in campo economico e commerciale. Soprattutto è importante
che gli oltrepadani comincino ad identificarsi con la loro
terra, scordandosi un passato nebuloso di domini liguri, lombardi,
emiliani e piemontesi: che ritrovino il senso di appartenenza,
che deve diventare cultura, conoscenza e passione per il proprio
territorio. Se poi a tutto ciò si sapesse accompagnare
un certo entusiasmo per l'estetica e la promozione delle aziende
e degli enti, il risultato positivo sarebbe certo.
Testo liberamente tratto da "Galassia
Vino"
di Mario Maffi, enologo. |
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